La Basket Academy Catanzaro tiene testa al Basket Monopoli eppure raccoglie un’altra sconfitta. La quinta consecutiva (finisce 81-82 all’ultimo respiro), nonostante segnali di crescita. Occorre scindere il lato tecnico da quello mentale, caratteriale. I giallorossi praticano una buona pallacanestro, ma nei momenti clou, nell’ultima gestione del match, vengono meno: e chi ha stoffa e carattere ne approfitta, tirando fuori la tripla che risolve la contesa, in un “PalaPulerà” dove comunque non è mancato il calore del pubblico.
In sala stampa si presenta Andrea Cattani, il club manager in persona con schiettezza e senza giri di parole: “Ho visto una squadra diversa rispetto alle ultime settimane non in salute e usciamo sconfitti dopo aver combattuto alla pari contro una squadra di livello nettamente superiore e le dinamiche potevano scrivere un altro risultato – premette, ai microfoni –, però occorre prendersi delle responsabilità“.
Cattani, quindi, si riferisce ad un episodio in particolare: la tripla dalla lunga distanza del cestita Nejc Zupan che ha deciso la sfida. “Ho giocato tanti anni per sapere che le partite, nel bene e nel male, vengono decise dai giocatori forti. Il canestro di Zupan non appartiene a queste categorie, infatti gli ho stretto la mano a fine partita, perché ha dimostrato di avere gli attributi, sganciando un tiro da oltre dieci metri e senza toccare il ferro! Ma non è stata una casualità – sottolinea il club manager dell’Academy – lui ha preso una decisione, al contrario di alcuni giocatori nostri a cui manca convinzione!“, dice, perentoriamente.
“Le partite si vincono negli ultimi minuti. Da Monopoli sono usciti i giocatori, a differenza nostra! Forse alcuni hanno bisogno di essere catechizzati, senza ricorrere a delle scuse – continua -. La nostra società non fa mancare nulla ai giocatori e si è evidenziato che coloro che dovevano fare la differenza alla lunga si sono ‘nascosti’ o comunque hanno fatto delle scelte sbagliate”.
Cattani poi lancia un messaggio forse e chiaro: “Da giocatore, in passato, io avrei chiesto di venire in conferenza stampa per scusarmi! Mi aspettavo che qualcuno si esponesse, ora, tra i ragazzi – confessa – ma evidentemente, quando si perde, nessuno vuole farlo”.
“Ovviamente ogni membro della società si prende le proprie responsabilità – conclude Andrea Cattani –, però i anche i giocatori devono iniziare a farlo, mettendoci la faccia, da professionisti“.

A ruota, arrivano le parole di coach Iliano Sant’Ambrogio, il quale si ricollega alle affermazioni forti di Cattani, ma traccia anche degli spunti positivi, in ambito tecnico: “Nel primo quarto ci siamo approcciati benissimo sul piano offensivo contro una seria candidata alla promozione che sembrava non avere le armi per stare al nostro passo – riflette –, quindi, da questo punto di vista ci stiamo evolvendo”.
“Tuttavia, i giocatori veri si vedono quando la palla pesa di più – aggiunge –, è la seconda volta che perdiamo per episodi, però la fortuna la si crea! Sono particolarmente amareggiato, vivere un momento negativo genera mancanza di certezza nelle fasi clou e non avere un playmaker negli ultimi possessi fa la differenza”.

“Era una gara per cuori coraggiosi! Ragazzi come Dozic e Giglio oggi possono stare su questo livello, ma qualcun altro deve ‘recuperare terreno’, per questo che ho abbassato le rotazioni – rivela l’head coach di Catanzaro -. Dopo Rende ho avuto ottime sensazioni, però la gestione dei momenti cruciali, la gestione degli ultimi possessi, non sono allenabili in settimana“.
“Guardiamo il bicchiere ‘mezzo pieno’: ce la stiamo giocando con tutti e senza paura, ed era il nostro mantra a inizio stagione – assicura Sant’Ambrogio – però stanno mancando i due punti e la squadra rischia di andare in un loop di sfiducia“.

“La società ha profuso sforzi notevoli, è vero, ma è un ‘progetto’ Academy, nel quale i ragazzi devono sbagliare e crescere! Sì, il risultato non facilita i progressi e il malumore è comprensibile dopo cinque sconfitte, ma sono certo che i giocatori, di partita in partita, cresceranno, serve pazienza nell’aspettarli – rimarca -. Possiamo diventare una squadra veramente ostica col passare del tempo”.
Sant’Ambrogio, quindi, invita a non disperdere l’ottimismo: “I valori di questo campionato sono ancora in fase di definizione, non sono ‘codificati’, quindi dobbiamo continuare a lavorare così. C’è stato un netto cambiamento, un aumento degli sforzi che evidentemente non basta, al netto delle assenze – osserva -. Mancanze che, purtroppo, chi è chiamato a sopperire non sta riuscendo a colmare perché gli si sta chiedendo troppo presto un qualcosa che sarebbe venuto col tempo”.
“Oggi in pochi avrebbero pensato ce la giocassimo col Monopoli fino all’ultimo possesso – conclude –. Dunque dobbiamo prendere il buono di questa partita e ribaltarlo nelle prossime! Nei ragazzi deve nascere la percezione dell’allarme. Nel momento in cui qualcuno si erge a protagonista unico, non siamo più uniti e andiamo in blackout”.








