Alvini e la rinascita a Frosinone: domani la sfida a Catanzaro

Esultanza Monterisi

Lo abbiamo scritto e lo rimarchiamo: a parer nostro – soprattutto in virtù della recente esperienza allo “Stirpe” – il Frosinone sembra essere “un gradino sotto” rispetto alle altre pretendenti al salto diretto in Serie A.

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Senza nulla togliere alla compagine ciociara, effettivamente Monza e Venezia (e in questa nostra personale “graduatoria” includiamo anche il Palermo) si trovano qualche spanna avanti sul piano della proposta e della qualità.

Trinkenhaus

La gara d’andata tra Frosinone e Catanzaro (nemmeno due mesi fa) ha vissuto di un sostanziale equilibrio, magari anche in virtù del fatto che si trattasse della prima partita del 2026, con i motori raffreddati per via della sosta.

Simmaco Gomme

Equilibrio protrattosi per quasi tutto il match, spezzato soltanto dagli episodi: l’espulsione (ingenua e meritata) di Frosinini, seguita da un gol generato da un corner all’81′, erroneamente concesso dalla terna e capitalizzato dall’ex meteora giallorossa Monterisi, il quale sarà fuori per un po’ a causa di un brutto infortunio muscolare.

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La rete in pieno recupero di Ghedjemis, poi, vale per le statistiche: un 2 a 0 troppo severo, bugiardo, per quanto mostrato dall’US, che ha tenuto testa ai giallazzurri anche nell’abbondante mezzora in inferiorità numerica. Ma tant’è, si è messo a referto e abbiamo voltato pagina.

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E oggi? Oggi il Catanzaro è forte della sua crescita, delle consapevolezze trovate nel corso del tempo e di una mente libera suggellata da una salvezza acquisita anzitempo e una posizione in classifica che consente di pianificare il futuro con entusiasmo.

Squadra a Frosinone

Leggerezza mentale ed entusiasmo, sì, ma sempre mantenendo l’umiltà, la concentrazione, la fame predicata da Alberto Aquilani ogniqualvolta ne abbia occasione.

San Floro

Quella di domani sarà una sfida di cartello, in un “Ceravolo” che si annuncia gremito e già “nel mood” dal pomeriggio odierno, quando il popolo giallorosso si trasferirà a San Floro per spingere Iemmello e compagni durante la rifinitura (LEGGI QUI).

Ultras allo "Stirpe"

Ricollegandoci a quanto di cui sopra, il Frosinone pare avere qualcosina in meno rispetto alle succitate squadre di testa, ma un’artiglieria con Ghedjemis e Kvernadze ai lati e Raimondo riferimento del 4-3-3, fa invidia a diverse squadre invischiate nella lotta per non retrocedere dalla A alla cadetteria. Ne siamo certi.

Esultanza Monterisi

Di questa speciale cooperativa del gol rientra ovviamente uno dei tanti ex, Koutsoupias: il centrocampista greco – “figlioccio” del ds Ciro Polito – suo malgrado non ha lasciato il segno sui Tre Colli e, al di là dei sette centri fin qui totalizzati nel torneo, sta vivendo la migliore stagione. Il diventare padre a breve, tra l’altro, sappiamo quanto possa conferire un’ulteriore carica emotiva.

Koutsoupias

Massimiliano Alvini, poi. Come ribadito in precedenza, se qualcuno con la sfera di cristallo avesse preventivato al tecnico fucecchiese un simile scenario dopo il tragicomico sfacelo di Cosenza, siamo sicuri che avrebbe nutrito del legittimo scetticismo e incredulità lui stesso.

Aquilani e Alvini

Invece no, invece Alvini guida una squadra che ha fin qui condotto un cammino sugli scudi e lotta per andare in A: insomma, qualche merito il tecnico toscano dovrà pur averlo.

Alvini Cosenza

Per lui, dunque, Frosinone è stata ed è la rinascita di un percorso professionale che, negli ultimi anni, è stato caratterizzato perlopiù da inciampi. E domani il ritorno da avversario al “Nicola Ceravolo”.

Alvini

 

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