Se qualcuno, pochi mesi fa, avesse annunciato a Massimiliano Alvini “sarai l’allenatore di una squadra che potrà competere per la promozione in A” dopo la tragicomica esperienza di Cosenza, siamo sicuri che ciò avrebbe suscitato perplessità e ilarità, magari nello stesso allenatore.
L’esperienza infelice coi silani, nel percorso del tecnico fucecchiese, e qualche altro precedente intoppo (vedi La Spezia) ne ha delineato un profilo non di primissimo piano, suo malgrado. E invece la vita, lo sport, sanno concedere sorprese, occasioni di rinascita, a tutte le età. Ecco, allora, una panchina ambita e blasonata.
Frosinone, quindi, l’opportunità più importante – riteniamo – nella storia recente di Alvini, che domani affronterà il Catanzaro al “Benito Stirpe” e con ogni probabilità assaporerà un retrogusto di “derby”, dopo lo scherzetto giocato alle Aquile di Caserta a Santo Stefano del 2024. Altra storia, riconducibile ai momenti travagliati dei lupi, della gestione Guarascio.
Sì, sembra trascorso tanto tempo, perché il Frosinone attuale capolista della cadetteria, con trentotto punti e appena due sconfitte, è squadra che piace e convince e si trova lì con merito, a dare sfoggio di un affascinante duello col Monza che talvolta si allarga a “triello”, data l’incertezza e la lotta serrata che vige per il primo posto.
La sosta vissuta dopo il pari di Empoli, comunque, riconsegna una squadra pronta a ripartire, pur consapevole di dover fronteggiare un avversario forte e in salute come il Catanzaro.

In casa ciociara, a prescindere, le buone notizie sono dettate dal rientro dalla Coppa d’Africa dei gemelli Oyono per la difesa, oltre a quello di Calvani, out al “Castellani” per uno stato influenzale.

Nell’ampio ventaglio di ex, il rinato Koutsoupias è pronto a battagliare contro la squadra nella quale non aveva trovato spazio – una partenza senza un “grazie”, con non poca delusione nel ds Ciro Polito, il quale lo aveva voluto a tutti i costi con sé -, insieme ad elementi che avevano suggestionato parecchio il direttore sportivo delle Aquile: Ghedjemis e Kvernadze.

Entrambi condurranno l’attacco giallazzurro insieme a Raimondo, nel 4-3-3.









