Quinta vittoria di fila: è storia per il Catanzaro, che ottiene il quinto successo consecutivo, cosa mai accaduta in B nella quasi secolare storia dell’US.
Alberto Aquilani si presenta quasi commosso, nella sala stampa del “Nicola Ceravolo”, il quale pone in evidenza il fatto che, questi risultati, queste cinque vittorie siano state colte contro squadre concepite per altri obiettivi, come Modena e – oggi – Cesena.
“Stiamo facendo un percorso con una crescita notevole, individuale e collettiva e oggi ne è la testimonianza! Ci si poteva ‘accontentare’ di quattro vittorie, magari ‘mollare’ un po’ – afferma -, ma per alzare quel livello di cui si parla, oggi serviva fare la partita data l’opportunità di mettere altri punti. La cosa che più mi rende orgoglioso è che i ragazzi non si siano accontentati. Ma ora non devono accontentarsi, devono continuare a spingere”.
Continua a tenere basso profilo in chiave playoff, il tecnico romano: “Ragioniamo di partita in partita e vogliamo andare forti a Frosinone per cercare di vincere. L’obiettivo nostro è migliorarci e crescere”, rimarca.
“Il mio nome nella storia del Catanzaro? Sono contento, sentivo la responsabilità di una città che vive di Catanzaro, quando arrivai a giugno – dice -. Ero dispiaciuto quando non riuscivamo a dare soddisfazioni ai tifosi, ora sono felice. Ma è lunga la strada, bisogna pedalare ed essere orgogliosi di questi ragazzi, non di me”.

Consequenziale una nota di merito per Filippo Pittarello, tra i migliori in campo: “Pittarello in allenamento mi ha mostrato di essere giocatore che merita di giocare, mi ha dato un segnale! Oggi è un merito al lavoro, alla sua perseveranza, ha fatto una partita incredibile, il gol è l’aspetto marginale. Se sta al 100% ha un grosso potenziale e, come altri, se abbassa un po’ il livello diventa un giocatore ‘normale’. Mi auguro si nutri di ciò che ha fatto oggi – osserva Aquilani -. Qualche altro giocatore è cresciuto un po’ ‘in ritardo’, così come mi spiace per coloro che non hanno avuto finora spazio, e plaudo comunque a loro, perché hanno pazienza, perché spingono i compagni. Siamo veramente tanti, ho l’imbarazzo della scelta, so che chiunque mi darebbe le stesse garanzie”.

Glissando sul capitolo mercato, poi: “Giuro, non c’è stato un giorno in cui io ci abbia pensato, è una squadra che è difficile ‘migliorare’ ulteriormente, così come togliere elementi è arduo – ammette -. Se qualcuno manifesta la volontà di giocare più o non accetta la panchina o la tribuna, allora in quel caso potremmo ragionare”.

“Abbiamo capito cosa serve per vincere le partite e i ragazzi oggi lo hanno dato al 100%, riconoscendo quei dettagli che servono per competere – continua -. C’è più maturità e quando si vince arrivano maggiori consapevolezze”, conclude, rassicurando circa le condizioni di Frosinini, uscito per una botta.










