Prima volta ai microfoni in un post-partita per Alberto Aquilani.
No, non era una gara ufficiale per il suo Catanzaro, ma un test valido per soppesare il lavoro fin qui svolto, i cui frutti si sono intravisti anche oggi, contro la Social Football Academy, formazione composta da calciatori svincolati di C e D.
Non proprio la selezione dilettantistica locale, sparring partner sabato scorso.
Alla fine un 3-1 che concede spunti di riflessione, indipendentemente dal risultato finale – ottenuto in rimonta – aspetto davvero marginale.
“Finora sono giunte indicazioni positive, da questo ritiro. Si lavora tanto, si spinge, ed è normale che la gamba sia un po’ ‘pesante’ visti i carichi – commenta mister Aquilani -. Tuttavia, è il momento di lavorare intensamente ora”.

Orfano di almeno cinque o sei elementi causa virus intestinale, i giallorossi si sono trovati a fronteggiare già una prima piccola situazione di emergenza, tanto per rompere gli indugi.

“Spero si rimettano il prima possibile, perché non possiamo perdere tempo – osserva il giovane tecnico romano -. Di conseguenza, qualcuno si è sacrificato e ha giocato più del previsto, ma siamo stati obbligati”.

Stando all’ex trainer del Pisa, quindi, “si può migliorare, ma stiamo lavorando sodo”, in attesa dei nuovi.

Tra questi, uno scampolo di gara anche per Di Chiara: “Chi è arrivato si è messo subito a disposizione ed è stato accolto da tutti – dice -. Si tratta di un gruppo sano e unito”.

“Serve mettere benzina nelle gambe e nella testa – aggiunge Aquilani – per affrontare un campionato lungo e difficile”.

Mentre il ritiro trentino volge al termine, all’orizzonte la prestigiosa amichevole con il Napoli di Antonio Conte, campione d’Italia, tra l’altro sconfitto dall’Arezzo nel test del pomeriggio.

Tuttavia, parafrasando il pensiero dell’allenatore delle Aquile, una sconfitta che non sposta nulla, non fa testo.

“Affronteremo la squadra migliore d’Italia. Per noi è un’occasione importante. Certo, il calcio d’agosto regala risultati che lasciano il tempo che trovano – conclude -. Ma dobbiamo prepararci per tener botta a squadre di questo calibro, per il futuro, per puntare a misurarci con un livello superiore”.









