Amarezza a parte, una risposta ulteriore è arrivata, nel pomeriggio di Pasquetta: Il Catanzaro – questo Catanzaro – può competere con chiunque. Al “Nicola Ceravolo”, pur privati del loro capitano, i giallorossi dominano contro il Monza, evidentemente la squadra più attrezzata della B, con individualità da categoria superiore.
Superiorità che – in verità – non si è vista all’ex “Militare”, tutt’altro. In sala stampa un Alberto Aquilani orgoglioso commenta l’1-1 complimentandosi coi suoi: “Abbiamo fatto veramente una grande partita, completa, al di là dell’inferiorità – premette -. Non si sono visti i valori altissimi dell’avversario ed è merito dei ragazzi che lo hanno affrontato nel modo giusto, duellando, in una gara molto complicata. Mi spiace per il pari solo perché questi ragazzi meritavano di vincere contro questo Monza e in questo modo”.
“Certo, il pareggio è anche un po’ demerito nostro. In alcune situazioni dovremmo essere un po’ più cinici, ‘addormentare’ il gioco o approfittare di spazi – ammette il mister –, avere la maturità di cercare il 2 a 0. Troppe scelte son state sbagliate e se non si chiude la partita, si sciupa”.
“Il Monza a detta di tutti è la squadra più forte, ma oggi non si è visto – aggiunge, fiero –. Abbiamo creato una realtà veramente bella in tutte le componenti, dobbiamo cavalcare questo momento perché ci sono tutte le condizioni per andare a competere col Monza, sulla carta superiore a noi. Si è vista fame nonostante un avversario con un obiettivo superiore al nostro”.
Aquilani, quindi, parla con estrema franchezza: “Gli ultimi venti minuti occorre gestire, ci è mancata la forza di controllarla e andare a far male – ammette -. Però ci teniamo questa prestazione sperando di continuare così”.
Preoccupazione, tra l’altro, per le condizioni di D’Alessandro, sicuro assente ad Avellino, sabato prossimo, tra gli altri: “Temo abbia un problema alla caviglia, non conosciamo l’entità ma è uscito con le stampelle e non è una bella cosa”, rivela.

Il trainer romano, infine, stigmatizza sulla deriva del calcio italiano, fotografato dal fallimento della Nazionale: “Serve coraggio, siamo tutti complici di questa situazione. Ognuno di noi deve far qualcosa in più – conclude –, sicuramente tirando fuori i giovani. Auspico riforme che possano dare vantaggi, ma il problema nasce dal calcio dilettantistico“.










