Aquilani si presenta a Sassuolo e ripensa a Catanzaro: “Un percorso meraviglioso che mi rimarrà dentro”

Aquilani

È inevitabile per Alberto Aquilani riavvolgere il nastro di quaranta giorni (appena quaranta giorni) e tornare al Catanzaro, al suo Catanzaro, anche oggi che indossa il neroverde.

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L’outfit sobrio è simile a quello indossato nel momento della sua presentazione in quel caldo pomeriggio di giugno 2025 al “Nicola Ceravolo”; così come il tono, il “magone” e la voce quasi “impastata” per la commozione è simile a quella della notte di Monza, con le lacrime viste da tutti, ai piedi del settore ospiti dell’U-Power.

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Oggi è un altro giorno, il Catanzaro ha scelto Giorgio Gorgone dopo la bizzarra vicenda legata da Turati e Aquilani, già da un mese, è atterrato altrove, a Sassuolo. Perché Aquilani in Serie A – paradossalmente a differenza di Paolo Bianco, che il playoff l’ha vinto – ci è arrivato lo stesso e con merito.

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“Ha valori che si sposano perfettamente con l’identità del nostro club”, dicono il presidente Carlo Rossi e l’ad (nonché dg) del club, Veronica Squinzi, poco prima di cedergli la parola, nel momento della sua presentazione ufficiale, avvenuta nella tarda mattinata odierna.

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Così, oltre a sciorinare letture di natura tattica e sul proprio percorso, immancabile un riferimento a ciò che ha vissuto col Catanzaro, che va al di là della finale di Monza, al di là di quella singola “partita”.

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Ed è difficile, quasi impossibile, condensare in poche battute le emozioni di un anno intero. “Ciò che ho vissuto sicuramente mi rimarrà dentro, forse per sempre. Non si è trattato solo una partita, si sono unite varie emozioni, non legate al semplice risultato sportivo”, premette, interpellato.

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“È stato un percorso meraviglioso sotto tanti punti di vista – aggiunge -. Immagino che tanti vedano solo il ‘cappello’ finale di una stagione, soffermandosi su quella partita, ma per arrivare a giocarcela in quel modo c’è stato un lavoro incredibile, fatto non solo di aspetti tecnico-tattici ma umani, di relazioni“.

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“Avevo il sogno di regalare una gioia così grande a un popolo che merita di più e ci siamo andati veramente vicino, in maniera clamorosamente inaspettata – prosegue Aquilani -. Nessuno si aspettava che potessimo competere contro squadre sulla carta più attrezzate in quel modo. Quella è stata la soddisfazione più grande”.

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Aquilani

E poi: “Ho pensato ai miei ragazzi, a coloro che non so se avranno la fortuna (come me) di arrivare in A – conclude -. Magari in quel momento è svanito un sogno per tanti di loro e il mio pensiero è andato subito lì”.

Floriano Noto e Aquilani

“Tutto ciò, comunque, non c’entra nulla con la mia scelta seguente – ha chiuso Alberto Aquilani -. Quello rimane lì, con me”.

Aquilani e i tifosi