Inutile ripercorrere il passato, per Antonio Calabro: parole pregne di commozione – e sassolini tirati via, verso alcuni – sono già state enunciate, nelle occasioni in cui l’allenatore della Carrarese aveva già ritrovato il Catanzaro.
Non è certo una “prima volta” per l’ex trainer delle Aquile, che ha condotto la zattera in una fase delicata come la pandemia, compiendo un autentico miracolo nel portare quel gruppo ai playoff, tra mille difficoltà.
Poi – nella stagione successiva – l’esonero, l’arrivo di Vivarini e il resto è storia conosciuta. Ma per Calabro, tutto a posto: Catanzaro resterà nel cuore, ma vorrà fare la sua partita – com’è giusto che sia, da avversario – puntando al miglior risultato possibile.
Del resto, ci era andato vicino ad aprile, allo “Stadio Dei Marmi”. E di sicuro ci si attende una Carrarese diversa dall’acerba neopromossa sconfitta al “Nicola Ceravolo” un anno fa.
La pausa per gli impegni delle nazionali restituisce un gruppo rigenerato all’allenatore pugliese.

“Abbiamo riequilibrato situazioni tattiche e recuperato energie per fornire informazioni agli ultimi arrivati, valutando chi ha giocato poco o affatto”, premette Calabro, a poco più di quarantotto ore dalla trasferta in Calabria.

Non molto da aggiungere sulle peculiarità di un avversario ormai noto a tutti, in B: “Troviamo sempre un Catanzaro forte, allenato da un bravo tecnico, accompagnato da un ambiente caldo, che conta su un mix di uomini ‘vecchi’ e nuovi di valore”, dice.

I reduci dal pesante ko del settembre 2024, tuttavia, sono consapevoli delle insidie: “Chi c’era lo scorso anno sa il tipo di ambiente che troveremo – ammette Calabro –, mentre sulla qualità della squadra non dovremo avere ‘sorprese’. La sconfitta dell’anno scorso ci è servita, come le altre, per il prosieguo campionato”, specifica.

Senza Schiavi, Torregrossa e Belloni, l’ex timoniere dell’US ritrova alcuni uomini, però: tra questi, Luis Hasa, giunto in prestito dal Napoli dopo aver causato – suo malgrado – l’infortunio di Marco Pompetti, nel test amichevole di luglio.

E nel riavvolgere il nastro fino al match dello scorso anno, aggiunge: “In verità il primo tempo si chiuse sull’1-1! Poi disputammo una ripresa non all’altezza, è vero – osserva -. Ma vi ricordo che eravamo al cospetto di una squadra giunta alla semifinale per la A”.









