Il calcio, si sa, ha delle componenti “non allenabili”. O meglio, difficilmente trasferibili dall’allenamento settimanale alla partita. Si può lavorare sulla tattica, sulla tecnica individuale, sul potenziamento fisico e sulla tenuta atletica, ma determinati aspetti non è scontato che si traducano nel corso dei novanta, benché ci si sia allenati con ardore.
I “passi indietro” esposti ad Empoli dal Catanzaro (ed evidenziati da Alberto Aquilani in primis LEGGI QUI) sono principalmente riconducibili ad una “gracilità” mentale e nello spirito, che al “Castellani” doveva emergere ringalluzzito da tre vittorie, semmai.
Invece no, si spezza maldestramente la striscia positiva e, quel che è grave, non si è vista la forza (la voglia?) di gestire il patrimonio di un uomo in più per un tempo intero, andando addirittura sotto nel risultato; tuttavia, sembrerà paradossale, ma nel calcio può accadere. Ciò che non è ammissibile, è il non aver spinto sull’acceleratore, portato uomini in area, scodellato palloni, cercato anche l’azione “sporca”.
Solo attacchi frenetici e sconclusionati, a prescindere dai due che la baracca la sorreggono in avanti, ossia il fresco nazionale Cisse e Iemmello (anche loro in “giornata no”), perché Pandolfi non lo si riesce ancora ad “inquadrare” e Pittarello è da ritenere ormai solo un attaccante “conservativo” non adatto ad inseguire e – cosa più importante – a vedere la porta, con l’augurio che possa zittirci prima o poi.
Ciò che è venuto meno – e si punta a ritrovare – è l‘atteggiamento giusto, l’ardore, il cuore, l’umiltà, tutti fattori che Aquilani aveva annunziato di “esigere d’ora in poi”, fin dal match vinto sul Palermo, ormai un mese fa.


No, si è scritto “il compitino”, termine al quale ha fatto ricorso contestualmente Antonio Conte dopo il ko del suo Napoli rimediato a Bologna, con annessa coda polemica.

Metabolizzata la sosta, la truppa giallorossa continua a macinare a San Floro in direzione “Ceravolo” (in attesa dei nazionali), dove venerdì sera sarà ospite quel Pescara che spera di uscire rinnovato dall’esonero – indovinate un po’ – dell’ex trainer dell’US Vivarini, il quale non è riuscito a schivare il secondo inciampo consecutivo dopo la panca del Frosinone.

Sullo sfondo Di Francesco, Pompetti e Verrengia si divideranno tra terapie e differenziato ancora per un po’, mentre il Comune di Catanzaro – tra un Capodanno e un Jovanotti ufficializzati – ha approvato la proroga della convenzione con il club di via Gioacchino da Fiore per l’uso dello stadio, estendendo l’accordo (in scadenza a giugno ’26) al 30 giugno 2027.

Domani, lunedì, l’apertura della settimana corta o, estendendo il perimetro del ragionamento, del doppio incrocio casalingo – dopo quello agrodolce di ottobre – che le Aquile dovranno capitalizzare per portare fieno in cascina in ottica salvezza, prima di poter – eventualmente – ambire a qualcos’altro, in futuro.

E basta ripetersi che “la B è un campionato imprevedibile”: verissimo, però ognuno resti artefice del proprio destino. Cestinando il compitino.








