Cinquemila chilometri di sacrifici, di passione. Tutto ciò in appena tre giorni, due trasferte. E tanti di più, saranno quelli che i tifosi del Catanzaro – soprattutto i ragazzi del tifo organizzato – macineranno nell’arco della stagione.
Perché è sempre stato così e così sempre sarà per chi vive un ideale, tutti i giorni, non solo in occasione delle partite (una volta si sarebbe detto “la domenica”).
Dopo la sequenza di pareggi che ha attirato l’attenzione (e il sarcasmo) dell’opinione pubblica pallonara, il Catanzaro conosce la prima sconfitta del suo campionato, perdendo in rimonta a Monza, dove erano presenti oltre 2300 supporters giallorossi.
Dura praticamente un tempo (anche meno) la performance degli uomini di Alberto Aquilani i quali, una volta incassato il pareggio prima e il raddoppio successivamente, “spariscono” letteralmente dal campo, senza creare i presupposti per poterla recuperare, nel concreto.
Il Monza di Paolo Bianco, quindi, vince meritatamente e rilancia le proprie ambizioni.

A fine gara, mestamente – anzi, doverosamente – la squadra si porta ai piedi del settore ospiti dell’U-Power Stadium (già “Brianteo”, per i nostalgici di un calcio senza sponsor) per un confronto con i tifosi, Ultras in testa.

Il messaggio è chiaro e inequivocabile: il sostegno non verrà mai meno, ma non ci si può e non si deve esporre in simili magre figure, contro una squadra in crisi e attuale fanalino di coda (la Sampdoria, mercoledì) e soprattutto perdere una partita che si stava conducendo.

“Siamo sempre con voi, però datevi una svegliata”: un input, uno sprone, lanciato dal megafono, che sintetizza il pensiero unanime dei catanzaresi.








