Buio pesto per lo Spezia che, ad un certo punto, aveva creduto anche di poter lasciare un timbro al “Nicola Ceravolo”, soprattutto all’inizio, prima che il Catanzaro imponesse la propria superiorità, prendesse il largo e la chiudesse. Un 4-2 che acuisce lo stato di difficoltà dei liguri, con lo spettro retrocessione che si avvicina.
In sala stampa è laconico il commento di Luca D’Angelo, di per sé tipo tutt’altro che loquace. “Primo tempo abbastanza equilibrato, ci eravamo preparati a fronteggiare il loro possesso – riflette il tecnico dello Spezia -. Anche sul 2 a 1 abbiamo avuto l’opportunità per pareggiare”.
“Tra l’altro avevamo anche pareggiato, ma l’arbitro, uno dei migliori in Italia, ha fischiato prima anziché far finire l’azione come da regolamento e poi fischiare per un fallo che, da revisione, nemmeno c’era”, sostiene D’Angelo.
“Dopo il 3 a 1, poi, è diventata quasi impossibile”, ammette, mesto e scuro in volto. “Il fattore vento ci ha favorito nel primo tempo, poi nella ripresa ha creato difficoltà – aggiunge -. Peccato, perché fino al 2 a 1 siamo stati in partita, poi è venuta fuori la grande qualità del Catanzaro, veramente forte, per cui occorre solo fare i complimenti ad Aquilani“.
Lo Spezia, però, ci crede: “Abbiamo due partite da giocare, dobbiamo fare il massimo, di certo non possiamo mollare ora, pur sapendo quanto sarà difficile”, conclude D’Angelo.









