La casualità ha fatto sì che Davide Dionigi incroci per la prima volta il Catanzaro, da ex, dopo sette anni, solo in questa circostanza.
Fino ad oggi nessuna occasione, per una serie di ragioni – più il tempo trascorso “fuori dal giro”, in verità – nonostante l’allenatore reggiano abbia pure racimolato un’esperienza sulla panchina della rivale di sempre, per i giallorossi: il Cosenza, al cui timone è rimasto pochi mesi, nel 2022.
Ed è stata anche una parentesi fugace, quella vissuta sulla panchina giallorossa, subentrato ad Erra all’alba della gestione Noto, nel 2017/18, prima di essere sollevato dall’incarico.
La stagione ricordata come quella “di transizione”, che ha contribuito comunque a porre le basi per la crescita (anzi, la nascita) del progetto US.
Oggi, anzi, domani, Dionigi troverà quindi le Aquile con la sua Reggiana, squadra della città che gli ha dato i natali e che ha salvato nella passata stagione – dopo due anni e mezzo di inattività – tanto da guadagnarsi la conferma.


La storia recente, vede una Reggiana con quattro punti in archivio, frutto dell’ottima vittoria con l’Empoli e il pari di Castellammare, a parte la battuta d’arresto di Palermo, alla prima: insomma, ci può stare, non si tratta di un avvio negativo, anzi.

Da Reggio Emilia, intanto, Davide Dionigi si ritiene “estremamente soddisfatto per i segnali di crescita dei suoi”: “Ci vorrà qualche settimana per portarli tutti ‘a regime’, ma si stanno mettendo in pari”, dice, pur avendo “problemi di abbondanza” (come il collega, Aquilani), fa i conti con qualche defezione, tra cui il difensore Danilo Quaranta, altro ex di giornata.

“Nelle prime giornate, credo vadano schierati coloro che stanno meglio – premette, in conferenza stampa –, poi toccherà a me valorizzarli e trovare il giusto equilibrio. Ho le idee abbastanza chiare”.

Equilibrio, cuore, agonismo e la freschezza di un team giovane e sfrontato: su questi aspetti farà leva la compagine granata, chiamata a “crescere sul piano emotivo, non solo tattico”.

Sì, nelle prime uscite è preferibile puntare su chi ha fiato e gambe. Aspetto sul quale convengono un po’ tutti gli addetti ai lavori, incluso Alberto Aquilani, che si attende una squadra “umile e in grado di credere nei propri principi” (LEGGI QUI), parafrasando quanto affermato in conferenza stampa.

Considerando questo avvio di torneo particolarmente arduo, visto “un calendario, sulla carta, maggiormente difficile, tra Palermo, Empoli, Stabia e Catanzaro nelle prime quattro”, Dionigi si esprime sull’avversario, proveniente da un meandro che ha vissuto.

“Catanzaro è una realtà che conosco bene. Ha fatto un mercato importante, sicuramente ha ambizioni d’alta classifica – avverte –. È guidato da un allenatore giovane e bravo con i giovani, ma noi dobbiamo proseguire con quel dna mostrato lo scorso anno e in queste prime partite”, annuncia.

Attese 10mila persone al “Città del Tricolore” (almeno 1100 delle quali nel settore ospiti), Dionigi vuole una squadra disposta a soffrire ma pronta a colpire alla minima occasione: “Domani occorrerà ancor più ‘furore agonistico’ rispetto alla gara di Castellammare”, sostiene l’ex calciatore della Reggina.

“Ci saranno fasi in cui dovremo soffrire e altre in cui potremo essere aggressivi – prevede Dionigi -. Il Catanzaro si esprime molto bene, specie col palleggio, portando tanti giocatori fra le linee che non sarà facile arginare. Ha individualità molto forti, ma noi dobbiamo essere compatti“.

“Sono convinto che i ragazzi faranno ottima prestazione”, conclude l’allenatore della Reggiana.








