Chiedeva una virata, appellandosi ai volti nuovi, Davide Dionigi. L’ex tecnico del Catanzaro perde anche al “Nicola Ceravolo” con la sua Reggiana e vede avvicinarsi gli spettri di un esonero. Un altro.
In sala stampa l’allenatore granata offre la sua disamina, sconsolato: “Abbiamo avuto il pallino del gioco per tutto il primo tempo, ho visto una grandissima Reggiana che ha avuto una marea di occasioni, più di dieci calci d’angolo. Infatti meritavamo di andare a riposo con ben altro risultato”, premette Dionigi, commentando un 2 a 0 a suo dire ingiusto.
“Siamo andati sotto al primo tiro fuori area! La partita è cambiata ma siamo rientrati bene, continuando ad attaccare! Poi nel secondo tempo abbiamo sbagliato nell’azione che ha portato al loro raddoppio, è subentrato un po’ di scoramento e non siamo stati belli come prima – aggiunge -. Il Catanzaro ha fatto la una onesta partita, nulla da togliere! Ma noi qui ci siamo presentati con grande spirito e personalità”.
“Anzi, credo che, tra tutte, la Reggiana sia stata la squadra che, finora, abbia messo maggiormente in difficoltà il Catanzaro in casa sua, creando un’infinità di palle-gol. Eppure portiamo a casa un’altra sconfitta – mastica amaro Dionigi -. Non posso rimproverare nulla ai ragazzi per la mole di gioco che mostrano sempre. Davvero un peccato concretizzare poco“.
“Loro più bravi e più cinici di noi evidentemente, il risultato va accettato, ma portiamo a casa un’altra sconfitta immeritata“, sottolinea, l’ex trainer ospite, che si rammarica per la scarsa vena sotto porta, soprattutto nel primo tempo: “Normale accusare il gol, dopo venticinque minuti iniziali ben fatti”, riflette.
Un passaggio, infine, sul saluto affettuoso tra lui e il presidente Floriano Noto, prima del match: “Ci siam dati un abbraccio sincero, è una grande persona – rivela -. Ci siamo conosciuti in un momento particolare: lui alla prima esperienza nel calcio, io buttato nella mischia a campionato in corso! Ci siamo confrontati, chiedendo delle rispettive famiglie. Noto è davvero una grande persona, siamo legati da una stima reciproca“.










