Pippo Inzaghi proprio non ha mandato giù il quarto posto del suo Palermo. Non può essere diverso per chi ha edificato una strabiliante carriera da calciatore sulla competitività accesa, alla base di ogni gol, alla base di ogni trofeo alzato.
Il Palermo, del resto, era stato concepito per vincere il campionato, con la consapevolezza di non poterlo “stravincere” viste le concorrenti, squadre altrettanto pensate e costruite per la A. Si aggiunga, poi, qualche passo falso qua e là e che il distacco dalle due di vetta ad oggi, vigilia della penultima del campionato regolare, sia incolmabile.
Però la sfida con il Catanzaro non venga derubricata come mera formalità prima del playoff, a cui i rosanero si presentano esibendo il pass per le semifinali. Già, “sfida” è la parola che più si addice, specie tra due ex compagni e amici (Inzaghi e Aquilani), due tifoserie tra le più passionali del sud (peccato per l’assenza dei tifosi giallorossi nel settore ospiti) e col rammarico di non vedere Iemmello a “duellare a distanza” con Pohjanpalo.
E poi – in particolare – la voglia di “vendicare” la sconfitta dell’andata, al “Nicola Ceravolo”, con la coda polemica generata dallo stesso ex tecnico del Pisa, il quale pare aver sempre qualcosa da eccepire o che gli faccia storcere il muso.
Gli ingredienti per un big match ci saranno tutti al “Renzo Barbera”. Un 1° maggio “da leoni”, per citare il claim degli spot tv ai tempi del mercoledì di Champions League, tanto cari ad Inzaghi.
Tuttavia, colui che del Milan e della Nazionale è stato una bandiera, deve sventolare “bandiera bianca” tanto da non poter presentarsi in conferenza stampa: a fermarlo è una persistente raucedine che lo ha reso quasi afono alla vigilia, elemento in comune al fratello Simone, praticamente sempre senza voce ai microfoni!

Al suo posto, quindi, l’allenatore in seconda Maurizio D’Angelo. Ricordato per esser stato storico capitano del Chievo dei miracoli, D’Angelo espande l’analisi sul contorno più che sulla singola partita di domani.

“Chi giocherà domani sarà chi ci darà maggiori garanzie per fare una grande prestazione. Il mister è stato chiaro con la squadra, non vuole una ‘gestione’ della gara”: diretto e inequivocabile D’Angelo, che non si limita certo a riportare i concetti di Inzaghi, anzi.

“Vogliamo finire bene questo campionato davanti ai nostri tifosi”, osserva, sgomberando il campo dalle ipotesi turnover: “È un concetto che non piace al mister – specifica -. Sì, saranno fatte delle valutazioni, non in funzione a diffide o rotazioni ma in relazione a chi ha dato maggiori garanzie ed è pronto a dare il 100%”.

Tra acciacchi e recuperi, della partita sarà l’ex Davide Veroli, che dovrebbe trovare una maglia dal 1′: “È stato fin qui penalizzato – osserva il tecnico in seconda – e siamo convinti che farà una grande prestazione”.

“Non vogliamo cali di tensione“, avverte D’Angelo il quale, interpellato nel merito, stigmatizza circa presunte preoccupazioni sulla voce “gol fatti”, non da vetta (cinquantotto, esattamente quanti il Catanzaro): “Le occasioni si creano – dice in tal senso –. Dobbiamo essere più concreti nel finalizzare”, conclude.

Intanto, raggiunta quota 27.454 al “Barbera”: atmosfera da Serie A.










