La logica si era esposta da settimane; la matematica lo ha fatto al termine di Catanzaro-Spezia: il quinto posto era nelle mani delle Aquile da settimane. L’aver certificato questo piazzamento (preziosissimo) per i playoff è stato come un torrente sfociato nel mare: era il giusto epilogo, annunciato.
Al di là dei singhiozzi – anzi, dei bocconi amari – dovuti alle partite sfumate all’ultimo respiro, con la vittoria che mancava da più di un mese, l’US fondamentalmente ha sempre dimostrato di poter gestire il vantaggio in classifica, seppur non cospicuo, anche perché chi inseguiva non è riuscito a stare al passo: il pari nella nebbia, col Modena antagonista nella corsa alla quinta posizione, aveva lasciato già intravedere che le cose non sarebbero state in discussione.
Il Catanzaro è ulteriormente cresciuto, questi ragazzi sono cresciuti e altri sono sbocciati, come Fellipe Jack e il ritrovato Di Francesco tanto per citarne un paio che si stanno ergendo tra i protagonisti di questo periodo.
L’obiettivo comune, ora, è scavallare il tetto dei sessanta punti in Serie B, precedentemente scritto da Vivarini, prima di calarsi negli spareggi con il giusto entusiasmo, va detto.
In minima parte si è anche temuto che la forza disperazione dello Spezia potesse spiccare sulla relativa tranquillità degli uomini di Alberto Aquilani in termini di motivazioni ma non è stato assolutamente così, per stessa ammissione in sala stampa di Filippo Pittarello (LEGGI QUI), forse colui che simboleggia il processo di maturazione di questo gruppo.
Un attaccante che ha (ri)trovato gol e fiducia, sul quale si è operato un lavoro soprattutto mentale tanto da diventare determinante per il Catanzaro, ancor più se si considera l’assenza momentanea del capitano, Iemmello.

Pittarello sogna in grande, questi ragazzi sognano insieme alla città. I sogni danno forma a questo Catanzaro.










