Il miglior calcio, ma senza paura – Il Corsivo

Nebbia

Per lunghi tratti si sta probabilmente scrivendo il miglior calcio, predicato dal miglior allenatore della storia recente dell’US, al di là di quello che sarà l’epilogo, tra poche settimane. Però ricorderemo questa stagione anche per l’arco temporale trafitto da vittorie sfumate all’ultimo respiro, una delle quali risolta in modo tragicomico dal portiere avversario! Giusto per non farsi mancare nulla.

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Sabato aprivamo il post-gara facendo un uso reiterato della parola “maledizione”. “Maledizione Catanzaro”, che non è un’imprecazione blasfema né il titolo di un horror, ma la trama che sta caratterizzando il periodo dei giallorossi, tra Monza, Avellino e Modena. Tre partite caratterizzate da un vantaggio mal gestito nel finale. Ed è un lusso che non ci si può permettere in questa categoria.

Trinkenhaus

Lo ha ammesso lo stesso allenatore, Alberto Aquilani, sempre lucido, pacato e per questo maestro di stile e signorilità nei riguardi di alcuni colleghi (che avrebbero esperienza da vendere, in teoria), nella lettura delle partite: Ad un certo punto è come se entrassimo in un ‘mood’ di paura e smettessimo di essere ‘il Catanzaro’!“, rifletteva con umiltà e franchezza il tecnico (LEGGI QUI).

Simmaco Gomme

Sì, il Catanzaro esprime un gioco tra i più belli della categoria ma quando serve deporre il fioretto e usare il machete escono i fantasmi. Non è mica un aspetto del quale provare imbarazzo il difendersi serrando i ranghi e acquartierarsi in nove nella propria metà campo a fare densità, “all’italiana”! Perché no?!

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Con il Modena, nella fitta coltre di nebbia, la solita tela di passaggi e concetti che hanno costretto un avversario, sulla carta più quotato (e strutturato per altri orizzonti), ad annaspare. Possesso, palleggio, guizzi: il Catanzaro che siamo abituati a vedere, ad applaudire, che sicuramente ha giocato meglio del match del “Partenio”.

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Però la testa è “partita” nel momento in cui il tabellone luminoso ha indicato il “7“, in verde. Non solo. Purtroppo pecchiamo in struttura fisica, esperienza in alcuni (ed è legittimo) e in arguzia, perché il pallone bisogna anche saperlo scaraventare al di fuori di via Paglia se necessario, senza complimenti.

Favasuli e Santoro

Tuttavia, rinunciare a giocare e attendere il triplice fischio quando vi sono sette minuti di recupero davanti è controproducente. Serve stringere i denti e giocare, avere il coraggio di cercare il gol per chiuderla e se ciò non è fattibile, quantomeno pungere per guadagnare qualcosa, sia un piazzato, un corner o una rimessa laterale alta.

Esultanza Mendes

D’altra parte non si deve gettare la croce sulle spalle di chi manca in esperienza e talvolta malizia, perché le Aquile stanno edificando il loro percorso proprio su quei giovani dei quali “dobbiamo essere tutti orgogliosi”, come giustamente annotava il mister (LEGGI QUI).

Arbitro Allegretta, esultanza Iemmello

Il rischio da scongiurare, è che questi inciampi abbiano oltremodo inciso sulla psicologia dei giocatori e che avvertano un senso di scoramento: no, l’errore da non commettere è affrontare il rush finale – preludio dei playoff – avviliti, rimuginando sui punti persi in queste uscite.

Sottil e Aquilani

È per questo che Aquilani si è speso con vigore ed energia per elogiare e spronare i suoi ragazzi, invocando il plauso collettivo, di società, tifosi e stampa, in vista della trasferta di Castellammare.

Aquilani

Il quinto posto attuale va consolidato e blindato. E poi si giocherà con leggerezza mentale, ma determinati ad esprimere il miglior calcio ma senza paura contro quegli avversari che hanno tutto da perdere. 

Esultanza Rispoli

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