Il Catanzaro esce a testa alta ma a mani vuote da questo doppio impegno esterno, contro le due squadre appaiate alla vetta. Come avvenuto a Frosinone, i giallorossi tengono botta anche a Venezia – dove si erano portati in vantaggio – ma poi capitolano contro un avversario che, ad essere onesti, ha quasi sempre detenuto il pallino del gioco, salvo poi riuscire a sfondare le linee, dopo il rosso a Verrengia.
Ecco, se proprio si vuol recriminare e riflettere, l’US resta nuovamente in dieci in una fase cruciale del match. Da quel momento è monologo arancioneroverde e vittoria nel complesso meritata per gli uomini di Giovanni Stroppa, secondi in classifica dopo questo 3-1.
La disamina di Alberto Aquilani, nella sala stampa del “Pier Luigi Penzo”, è quindi lucida e accurata: “Sapevamo fosse difficile contro una squadra che ha qualcosa in più rispetto a tutte le altre, o quasi – premette ai microfoni –, quindi eravamo consapevoli della differenza nella ‘cilindrata’. Ciononostante siamo stati bene in partita, abbiamo sofferto ma siamo stati abbastanza ordinati”.
Il tecnico romano, allora, entra nel dettaglio: “È mancata un po’ di qualità, siamo stati un po’ timidi nel confronto uomo su uomo e nel tentare di fare qualcosina in più – dice -. Di conseguenza siamo andati un po’ troppo in ‘apnea’! Sono partite utili per crescere, specie in alcuni, affinché si rendano conto che, contro certe squadre, occorre alzare il livello. Torniamo a casa col rammarico di non aver raccolto punti”.
“In dieci la gara è diventata ancor più dura, ma se regali due gol allora diventa impossibile!“, aggiunge Aquilani, rimproverandosi delle leggerezze palesate contro i lagunari.
“Mi auguro, questa sconfitta, possa spingerci a migliorare la percezione che, certi errori, contro queste squadre, non possiamo permetterceli“, sottolinea l’allenatore del Catanzaro, per il quale non serve fare inutili raffronti tra le due compagini, visti gli obiettivi diversi, fin da inizio torneo.

“Non dobbiamo paragonarci a loro, dobbiamo fare un campionato differente – sostiene a tal proposito -, ma con organizzazione e crescita possiamo competere. Per vincere, tuttavia, serve attenzione, serve quel qualcosa in più”.

Glissando sul capitolo mercato (“se ci saranno opportunità le coglieremo”, ammette), Aquilani ribadisce: “Sono soddisfatto della crescita ma arrabbiato per un risultato determinato da errori individuali che, di norma, non andrebbero commessi già contro squadre normali – conclude -. Ai ragazzi dico di mantenere la testa alta e continuare a credere in ciò che fanno, sapendo che occorre alzare il livello sotto tanti punti di vista”.










