Palermo studia la semifinale ormai da settimane a prescindere dall’avversario, pur avendo improntato il lavoro principalmente sul Catanzaro, ne siamo certi. La gara del 1° maggio al “Renzo Barbera”, infatti, è stato solo l’antipasto.
La città e il club, tuttavia, negli ultimi giorni hanno avuto un motivo molto più importante per spostare l’attenzione su altro e sospendere (finché può esser stato possibile) la marcia d’avvicinamento: la morte della piccola Alessia, dolce tifosa rosanero, ha scosso non solo Palermo tutta ma il mondo del calcio, gli appassionati, tutti coloro che hanno rivolto un pensiero o un attestato pubblico per unirsi al cordoglio, come lo stesso sodalizio di via Gioacchino da Fiore (LEGGI QUI).
Difficile, quasi impossibile, parlare di calcio, ma l’appuntamento più importante della stagione incombe e il Palermo deve arrivarci nel migliore dei modi, anche in risposta verso quella buona fetta di tifoseria delusa dal quarto posto, lontano dalle ambizioni e dal parco giocatori allestito dalla società.
Sì, l’idea era “ammazzare” il campionato, compatibilmente con la presenza di Venezia e Monza, altre corazzate, magari sottovalutando sulla carta il potenziale del Frosinone, che ha fatto il salto in A da capolista; la quarta posizione finale, quindi, ha giustamente disatteso una piazza che sognava (e puntava) la promozione diretta e ora esige la promozione della porta secondaria.
Sul cammino dei siculi ecco il Catanzaro di Alberto Aquilani – sulla cui amicizia con Filippo Inzaghi, suo ex compagno, son già stati spesi fiumi di inchiostro – lanciatissimo dopo il perentorio 3-0 senza storie sull’Avellino, mera formalità nel Turno Preliminare.
E domani, in un “Nicola Ceravolo” sold-out, la squadra non potrà nemmeno contare sul sostegno dei propri sostenitori, visto il divieto che quasi sicuramente si estenderà anche ai catanzaresi per la gara di ritorno, mercoledì (LEGGI QUI).

E l’ex bandiera del Milan e della Nazionale, proprio in memoria della piccola Alessia, avverte un’energia particolare, alla vigilia: “Spero che riusciremo a dedicarle il nostro sogno”, premette il mister il quale, nel corso della conferenza stampa, più volte cita la compianta bambina, vera mascotte della squadra e della tifoseria.

Con Bani e Palumbo da valutare (“chi non sta al 100% non giocherà, abbiamo una rosa così profonda che mi permette di non rischiare nulla”, dice), Pippo Inzaghi esalta la forza del suo gruppo, a suo dire di gran lunga superiore a quella dei giallorossi: “Certe gare si affrontano con la consapevolezza di essere forti. Sappiamo di aver fatto un grande campionato – ribadisce – e dobbiamo concludere i playoff senza rimpianti. Faremo dei grandi playoff, gli altri ci temono e questo deve fare la differenza”.

“Andremo per vincere, abbiamo totalizzato tredici punti in più che devono pesare, poiché abbiamo dimostrato di essere i più forti – prosegue -. Ovviamente c’è grande rispetto ma la classifica ha decretato che siamo noi i più forti. Con questi numeri voglio vincere a tutti i costi”.

L’ex tecnico di Pisa e Reggina – che di campionati di B vinti ne sa qualcosa – ravvisa “una consapevolezza diversa rispetto agli altri anni” da allenatore chiamato a vincere. “Ragioniamo sul giocare quattro partite in venti giorni. Sì, questa vale sicuramente di più di quella giocata il primo maggio e sarà completamente diversa – riflette –, in un ambiente caldo, ma vedo i miei ragazzi determinati e in grande forma”.

Un passaggio, poi, sull’arbitro Feliciani, chiamato a dirigere l’incontro, domani, dalle 20.00: “Feliciani è una garanzia per partite come queste, ho un ottimo rapporto con lui, ha arbitrato tante gare di Serie A – ammette –. Sarà una partita carica di tensione, lasciamolo tranquillo”.

E Inzaghi, dunque, pur convinto di arrivare in fondo, vuole focalizzarsi solo sulla sfida di domani: “Non possiamo pensare oltre, dobbiamo imporre il nostro gioco e vincere – annuncia -. Il nostro obiettivo è chiudere i giochi già domani, ma sappiamo di avere un altro jolly in tasca. Mercoledì ancora non esiste per me: pensiamo soltanto a domani”.

“Abbiamo tante frecce nel nostro arco”, conclude l’allenatore del Palermo. La partita è già “iniziata”. Tocca ad Aquilani rispondere.










