La beffa delle “scuse” formali, di rito – Il Corsivo

Napoli

Non ci voleva. Non ci voleva proprio, intanto perché un incidente di tale gravità potrebbe anche compromettere la carriera – che si annuncia ricca di traguardi – di un ragazzo, un professionista irreprensibile nonché una persona eccezionale. 

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E poi perché – in seconda battuta, ma dall’importanza non marginale – un simile stop, un’assenza prolungata per molto tempo (ad oggi non sappiamo quantificarla) complica i programmi e pone nelle condizioni la società Catanzaro Calcio di dover cercare un centrocampista (mancino) dalle qualità equiparabili a quelle di Marco Pompetti, per il quale è scattata, fin da ieri, una “maratona” di messaggi d’affetto e vicinanza, specie da compagni e coloro che hanno avuto il piacere di condividere con lui campo, spogliatoio e vita di tutti i giorni. Messaggi sinceri.

Trinkenhaus

Tra questi, ad esempio, Scognamillo è stato tra i primissimi a rivolgere un pensiero all’amico. Già nella serata di sabato era arrivato un “tweet” (fino a qualche tempo fa si chiamava così) da parte della Società Sportiva Napoli Calcio congiuntamente al diretto interessato, Luis Hasa, artefice dello scontro di gioco – fortuito, per carità – a causa del quale Pompetti ha riportato la frattura della tibia (LEGGI QUI)

Un intervento duro, scomposto, del tutto immotivato, superfluo, vista la “non-posta” in palio soprattutto, in ragione della quale non vi era l’obbligo di esacerbare toni agonistici, trattandosi di un test amichevole. Blasonato, nel quale ognuno si gioca delle opportunità essendo una vetrina importante, ma pur sempre amichevole. 

Simmaco Gomme

Sì, contatto che, purtroppo, è da annoverare nelle eventualità del calcio, ma di “scuse” e messaggi di solidarietà, il Catanzaro se ne fa ben poco.

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Pompetti

Insomma, passaggi formali, atti dovuti e “di rito”, che risuonano quasi beffardi, come un brodino tiepido che nulla fa per stigmatizzare, mettere una pezza o altro. Il danno resta

Pompetti

Ci fu un tempo, nel calcio, nello sport, in cui vi erano presidenti gentiluomini (signori del calcio, anche di provincia, come l’amato Don Nicola Ceravolo o lo stesso Floriano Noto, emblema di eleganza e signorilità) e bastava una stretta di mano per trovare un punto d’incontro e ripianare divergenze o situazioni incresciose del genere.

Floriano Noto

E chissà se il ricco produttore Aurelio De Laurentiis – presidente che ha il merito d’aver riportato le vittorie a Napoli, ponendo il Vesuvio tra i punti più forti del calcio moderno – conosciuto anche per alcune sue uscite periodiche al limite tra il folcloristico e il bislacco, una telefonata l’abbia fatta al patron dell’US Catanzaro, per scusarsi, chiarire o magari dire anche: “Tranquillo, sarà mia premura mandarvi un paio di calciatori giovani e talentuosi, in prestito gratuito”

Hasa
Hasa

Certo, non avrebbe “risolto” nulla. Tuttavia, determinati gesti, appartengono proprio ai gentiluomini di un tempo, di quelli difficilmente individuabili, oggigiorno. 

Di Lorenzo Napoli

Sarebbe stata una adeguata forma di “risarcimento”, non trovate? Fermo restando – ribadiamo – il danno arrecato al ragazzo, che dovrà star fermo per un po’, soffrendo la lontananza dal campo e lottando per un recupero che si preannuncia tosto e in salita. 

Pompetti

Ma Pompetti ha la stoffa e la tenacia – oltre alle qualità umane – per venirne fuori presto, accelerare e tornare più forte di prima.

 

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