La Cartolina nasce allo scopo di rievocare un aneddoto, un momento, una scena in particolare, frugando dal baule di un passato più o meno recente. Gol, gesti tecnici eclatanti, vittorie all’ultimo secondo, sconfitte brucianti: nulla di tutto ciò, stavolta.
Catanzaro-Juve Stabia, negli anni, ha avuto un po’ il sapore della sfida classica del calcio meridionale (o meglio, del girone C di serie C); in questo caso, però, più che il risultato, il pensiero vola verso un passato non troppo lontano, in un contesto quantomai assurdo.
Parliamo del nemico subdolo (e per certi versi, inedito) che ha conosciuto il nostro tempo: il covid, la pandemia e, nello sport – e non solo – le porte chiuse.
Stagione 2020/21. I campionati devono andare avanti. Alla guida del Catanzaro, Antonio Calabro, con il catanzarese Ciccio Corapi capitano.
Quasi tutte le partite del torneo (culminato con l’eliminazione playoff per mano dell’Albinoleffe) giocate senza pubblico, per la recrudescenza del virus.

Così, arriviamo a dicembre, all’ultima gara casalinga dell’anno che – si sa – coincide con la commemorazione dell’amato Massimo Capraro e, ovviamente, con la coreografia preparata dagli ultras. Normalmente è così: ogni anno è una sorpresa, per i colori e lo spettacolo offerto dal tifo organizzato.

Non nel dicembre 2020: vuoto, silenzio, paura per le proprie vite. In campo finisce 2-2, mentre, ai piedi della Capraro, uno striscione eloquente: “Stadi vuoti, strade deserte. Niente cori, zero trasferte. Anche in questo oggi surreale, il tuo nome ed il tuo ricordo da onorare. Auguri Massimo!”.

Questa sera, le due squadre si affronteranno per l’anticipo della 5^ giornata. Nel pomeriggio di ieri, per la cronaca, l’emblematico comunicato diffuso dagli ultras.








