Non occorre necessariamente risalire a Italia-Germania di Messico ’70 per rimembrare gare al cardiopalma, ricche di colpi di scena e finite sul risultato di 4-3. Certo – non siamo blasfemi – quella resterà impressa nella storia del calcio come la sfida epica per eccellenza.
Tuttavia, il mondo del pallone – anche di provincia, non per forza in palcoscenici ridondanti – è pieno zeppo di aneddoti legati a partite ricordate per capovolgimenti clamorosi e ribaltoni.
Tra queste, ad esempio, un Catanzaro-Pescara datato 9 ottobre 1983. La stagione – paradossalmente – è quella della retrocessione; eppure i giallorossi regalarono al popolo catanzarese una domenica indimenticabile, uno dei pochissimi bagliori in quell’annata culminata col capitombolo in C1, nonostante l’avvicendamento tra Mario Corso e “Mimmo” Renna in panchina.
Quinta giornata di campionato di Serie B, allora. Sui Tre Colli arriva la formazione abruzzese, con la quale – qualche tempo dopo – Edi Bivi avrebbe fatto la storia, dal 1990 al ’94.
E proprio Bivi, attaccante dell’US sale in cattedra con una doppietta, divenendo protagonista. In vantaggio, però, passano gli ospiti con Giorgio Roselli al 13′ (futuro allenatore di Cosenza e Vibonese); a rimettere la gara sui binari della parità, ecco Bivi quindi. La ribalta Pino Lorenzo al 46′, ma Dalla Costa fissa il 2-2.


Ancora Bivi segna al 52′ ma Tacchi, al minuto 83′, scrive il 3-3. Sembra finita, sembra il risultato finale. Ma la sfida vive di tanti altri respiri. Ed è imprevedibile la rete che la decide, perché si tratta di un autogol proprio di Dalla Costa. Finisce 4-3 per il Catanzaro: Bivi finirà la stagione con la consolazione personale d’aver totalizzato ben quattordici gol, piazzandosi secondo nella classifica marcatori.









