Non è la prima volta che Catanzaro e Palermo si affrontano in un momento di difficoltà, per l’una o per l’altra squadra o per entrambe! Anzi, ironia della sorte, la storia recente ha spesso dipinto uno scenario delicato attorno ad una sfida antica, del Sud.
Nelle ultime due stagioni, in B, sono stati i rosanero a ricevere le Aquile, al “Barbera”, in una fase di crisi: stesso mese (dicembre), stesso risultato (1-2). Andando a ritroso nel tempo, ancora un po’, arriviamo alla stagione 2020/21, quella delle porte chiuse in mezzo mondo, per via del nemico subdolo chiamato covid-19.
Nel girone di ritorno, i giallorossi espugnarono la Sicilia col medesimo esito di cui sopra, ma la cartolina ripescata dal cassetto dei ricordi, risale a quel freddo pomeriggio d’autunno: 4 novembre 2020, gli uomini di Antonio Calabro ricevono i siculi, appena tornati in C dalle ceneri del fallimento dell’anno precedente, per il recupero della 7^ giornata.
In campo una gara combattuta, durante la quale il Catanzaro spreca maldestramente, senza riuscire a trafiggere un avversario rimasto addirittura in nove per le espulsioni di Broh e Crivello. Si rende necessario un rigore – forse concesso per una svista dell’arbitro Caso – che Evacuo realizza al 71′.
Lo stesso centravanti dell’US infila la propria porta, nel finale, con una sfortunata deviazione, scrivendo in pratica l’1-1 sul tabellino.

A caldo, il direttore generale Diego Foresti è una furia: non essendoci conferenze stampa aperte ai giornalisti per via delle restrizioni, il dg sfodera un monologo infuocato alle telecamere, mandando un messaggio inequivocabile: “La squadra va in ritiro da subito! Finito il tempo degli agi, chiedo scusa al popolo giallorosso e alla proprietà”.

Da quella strigliata, poi, la rinascita del Catanzaro di Calabro, che condusse un ottimo campionato – dominato dalla Ternana – culminato con l’amarezza dell’eliminazione dai playoff per mano dell’Albinoleffe.









