Un bagaglio pieno di Serie C: da qui ripeschiamo i precedenti tra Juve Stabia e Catanzaro. Sempre partite “rognose”, toste, combattute; tipiche della terza serie (ma anche quarta), indipendentemente dall’esser state partite valide per il vertice (come nel 2010 o nel 2019) o senza grossi obiettivi per le due compagini.
Realtà accomunate da un grande attaccamento dalle rispettive tifoserie e da stadi che sanno essere delle vere arene di passione e colore. Domani Vespe e Aquile si ritroveranno al “Romeo Menti”, che è stato teatro di tante battaglie.
La cartolina rispolverata per l’occasione riporta al campionato di Serie C 2017/18, l’annata della “transizione”, così definita da Floriano Noto, al suo primo anno da presidente dell’US Catanzaro.
Comune denominatore tra quella partita (terminata 1-1) e l’attualità, un gol nei minuti finali: nota dolente che sta caratterizzando il presente dei giallorossi, appunto le reti incassate al fotofinish.
Quel pomeriggio di gennaio (esattamente il 21 gennaio), il Catanzaro di Davide Dionigi recuperò una gara che sembrava persa, non tanto per lo svantaggio, generato da un autogol di Zanini alla mezzora, quanto per l’inferiorità numerica.
Sì, il “solito” Marius Marin (ahinoi avvezzo a farsi cacciare fuori) si fece espellere al 37′: per gli stabiesi sembrava fatta, dunque.

Al minuto 87′, però, ci pensò Tony Letizia a ristabilire la parità con un bel gol di testa, proprio lui che non aveva di certo l’altezza o la prestanza fisica tra le peculiarità. Si ricorda, tra l’altro, l’esultanza con tanto di “capriola”.

Il Catanzaro concluse salvandosi (con Pancaro subentrato a portare la nave in porto), mentre la Juve Stabia del duo Ciro Ferrara-Fabio Caserta si qualificò ai playoff venendo poi eliminata: in B andò il Cosenza.










