La rabbia di Aquilani: “Nel secondo tempo non c’è stata partita, ma conta il risultato”

Aquilani

Il Catanzaro deve fare pace con questo 2026, aperto in maniera funesta. A fare “reddito”, il solo pari casalingo con la Samp, domenica scorsa, che di per sé rappresenta poca roba, ma comunque in linea con una partita scialba. Al “Druso” di Bolzano, se non altro, i giallorossi rialzano la testa sul piano della prestazione, in particolar modo nella ripresa, perché è nel primo tempo che si decide il match e si scrive il 2 a 1 finale per il Sudtirol. Ed è da questo secondo tempo positivo che gli uomini di Alberto Aquilani dovranno trarre l’energia per fronteggiare (e battere) la Reggiana al “Ceravolo”, sabato prossimo.

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Ma non può bastare, non c’è “consolazione” per aver performato: contano i risultati e ci si ritrova, nel post-partita, a ripercorrere pensieri comuni a quelli suscitati dai ko di Frosinone e Venezia. Non serve. A sottoscriverlo è Aquilani stesso, consapevole che il suo Catanzaro avrebbe meritato di più; ma occorre porsi degli interrogativi.

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“Sì, l’aspetto positivo è l’aver fatto la partita che avremmo dovuto interpretare, calciando ben venuto volte. Nel secondo tempo credo non ci sia stata partita – commenta, rammaricato, ai microfoni -. Ok, si trae l’aspetto positivo, ma c’è la sconfitta, quindi un’analisi occorre farla, perché il calcio non aspetta”.

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No, l’US si trova sempre in zona playoff, ma così facendo il terreno può farsi impervio: “Paghiamo ingenuità, errori evitabili, in maniera troppo severa – continua Aquilani -. Dopo Frosinone e Venezia ci siamo parlati così e anche oggi parliamo allo stesso modo, ci diciamo le stesse cose! Non serve, semmai deve farci arrabbiare”.

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Entrando nella disamina tattica, osserva: “Loro hanno spinto i primi sei o sette minuti in maniera forte, buttando palla e ribattute in area, contando sulla fisicità – analizza -, ma dopo non abbiamo sofferto così tanto. Conta il risultato, non c’è da essere contenti”.

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“Non possiamo permetterci determinati errori, che oggi stiamo pagando, perché la strada si fa in salita e diventa tutto più difficile – avverte il mister -. Sì, abbiamo fatto una buonissima partita ma non avremmo dovuto commettere certi errori, non si può prendere un gol da rimessa laterale, in quel modo!”, afferma, alludendo al 2 a 1 di Merkaj. E poi: “Sulle palle lunghe probabilmente facciamo un po’ fatica – confessa – perché non ci alleniamo molto su un aspetto che serve anche nel calcio”.

Ultras Catanzaro a Druso

“Ora ci lecchiamo le ferite, dobbiamo ‘respirare’ quest’amarezza, non possiamo essere contenti – ammette -. Ci capita un po’ troppo spesso, è un peccato ai fini del risultato”.

Molina e Pittarello

Lieto del rientro di Pompetti (peraltro ex di giornata), elogia la prova di Liberali, interpellato nel merito: “È un giocatore diverso da quello arrivato in estate – riflette -. Da un po’ mi dava la sensazione e la voglia di inserirlo. È un talento che va aiutato, coccolato in un certo senso e sta facendo il percorso di crescita giusto”.

Infine, Aquilani stigmatizza sul mercato e, nello specifico, sulla vicenda Cisse, promesso sposo del Milan – che ha scalzato il PSV – ma che dovrebbe restare per questo a Catanzaro, fino alla naturale scadenza del prestito.

“Mi sono concentrato sulla partita. Si è parlato anche troppo di un ragazzo molto giovane, posto in un tourbillon di notizie che lo hanno un po’ destabilizzato, com’è normale che sia – risponde perentorio -. Stasera mi informeranno, spero rimanga con noi poiché è importante, ma deve sapere che saranno quattro/cinque mesi in cui, qui, nessuno regalerà niente. Mi fido di lui, è un ragazzo serio”.

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