Una delle partite meglio interpretate, fin qui, dal Catanzaro, che espugna Bari vincendo 1-2. Una gara in totale controllo fin dall’inizio, a parte i minuti finali, dove effettivamente i giallorossi hanno abbassato un po’ i giri e c’è stato un calo d’attenzione. Nulla, però, che possa incidere su una vittoria meritata. Il rammarico, tutt’al più, sta nel non aver mantenuto la porta inviolata.
Ai microfoni del “San Nicola”, Alberto Aquilani analizza questa questa quarta vittoria consecutiva, senza celare la propria soddisfazione, ripercorrendo i passaggi salienti del match.
“Una gara interpretata bene dall’inizio, la squadra è stata brava ad avere pazienza sullo 0 a 0 – premette l’allenatore dell’US -. Forse potevamo aumentare il ritmo della palla per creare spazi e avere una propensione più ‘verticale’, secondo me. Dobbiamo migliorare nella gestione degli ultimi minuti, è vero. Una gara del genere non va mai messa ‘in discussione’! Questo è l’unico appunto, se vogliamo essere una squadra competitiva”.
“Peccato aver mollato qualcosa nel finale sul piano delle attenzioni, dobbiamo migliorarci sulla gestione degli ultimi minuti“, aggiunge. “Non trovo punti deboli, oggi. Pittarello sta meritando di giocare grazie alle prestazioni, non con le chiacchiere. Mi auguro continui così, non abbassi di un centimetro”, osserva il tecnico romano.
E poi: “Liberali è entrato molto bene, mi è piaciuto moltissimo – sostiene -. Peccato per l’episodio finale, l’intervento che ha causato il rigore. In queste categorie devi entrare per incidere e gestire, non mosso dalla voglia di fare il gol o la giocata. Magari i giovani possono peccare di inesperienza”.

“Occorre continuare sulla scia di cui parliamo da diverse settimane, anche quando non arrivavano i risultati, oggi portiamo a casa le vittorie perché stiamo raggiungendo la maturità. La squadra merita questa situazione”, osserva, senza però spostare le proprie sensazioni, la propria cautela: “Dobbiamo avere l’umiltà di restare coi piedi per terra”, dice.

“Io resto molto equilibrato, la testa è già al Cesena – conclude -. Sono molto contento, perché la squadra ha giocato con la consapevolezza di venire a Bari a fare la partita”. E infine: “Mi ha fatto piacere rivedere Vivarini, allenatore che stimo”.










