La Basket Academy Catanzaro “stritola” i cugini di Calabria: troppo evidente il divario tra i giallorosso e la Bim Bum Rende, piegata al “PalaPulerà” 97-79, al termine di un match che ha vissuto di gestione da parte degli uomini di Iliano Sant’Ambrogio, una volta intuito che il risultato sarebbe stato irrecuperabile per l’avversario. Eppure l’head coach delle Aquile – benché felice per la vittoria – ha degli appunti da muovere ai suoi: non potrebbe essere diversamente, per un allenatore perfezionista ed esigente, al pari di Alberto Aquilani, ad esempio, tecnico dell’US Catanzaro. Piedi per terra, soprattutto perché “non esistono partite scontate in questo torneo, come dimostra la sconfitta di Ragusa a Barcellona Pozzo di Gotto”, premette Sant’Ambrogio nel post-partita.
“L’errore più grande che avremmo potuto commettere, sarebbe stato quello di prendere sottogamba l’impegno e sottovalutare Rende – precisa, infatti -. Non dimentichiamo che all’andata abbiamo perso più per demeriti nostri! Oggi non dovevamo ‘dare speranza’ all’avversario. Poi, trattandosi di un derby era importante vincere, il punteggio è marginale. Dopo il +20 del primo tempo, abbiamo amministrato il vantaggio e dato spazio un po’ a tutti, anche gestendo i ragazzi in virtù dell’impegno dell’Under 19 a Firenze”, osserva in sala stampa il coach, lieto di questi altri due punti in cascina e soprattutto della prestazione di Fomba.
“Sicuramente l’errore che abbiamo commesso è stato vedere conclusioni facili e affrettate! Non sempre si concretizza, di conseguenza ciò ha concesso a Rende dei contropiede e tiri aperti facili e il risultato ne è la dimostrazione, visto che il primo quarto è finito 24-22 – sottolinea Sant’Ambrogio -. Tutto ciò che ci eravamo promessi di fare è andato un po’ in fumo, quindi abbiamo stretto le maglie nel secondo quarto, tenendo l’avversario a distanza, per poi gestire il +20, scarto finale”.
Ora la squadra si avvia ad una pausa forzata, che consentirà comunque di riposare e approfondire il lavoro, anche ripercorrendo ciò che non ha funzionato nella trasferta di Messina, la scorsa settimana: “Definisco quel match ‘una prova di laurea mancata’! Dopo aver ottenuto vittorie brillanti, abbiamo trovato una squadra ostica e ben allenata in un clima un po’ ostile e la squadra ha dimostrato di non essere ancora matura fino a quel punto, ma non c’è da strapparsi i capelli – riflette -. Resta il rammarico di aver chiuso la stagione regolare con uno ‘0-2’ contro Messina”.
Verosimilmente, il coach del Catanzaro prende spunto, ancora, dal ko di Rende dell’andata, incastrandolo alla stretta attualità: “Sul piano psicologico ci ha segnati! Vincere ci avrebbe consentito di interrompere una striscia negativa di tre sconfitte consecutive e giocare in modo un po’ più sereno con Monopoli, gara persa per le insicurezze figlie di quel brutto momento – ammette -. Da quella sconfitta ho chiesto ai ragazzi di trarre insegnamento, perché Rende aveva dimostrato che, a due minuti dalla fine e sotto di otto punti, con la palla in mano agli avversari, si poteva recuperare! Quindi oggi ci eravamo detti proprio di non alimentare le speranza ad un avversario con le spalle al muro e quasi all’ultima spiaggia per non arrivare ultimo. Potevano solo rinfrancarsi per i nostri errori, quindi faccio i complimenti alla squadra per essere stata cinica nel secondo e terzo quarto“.
Ora una sosta (complice l’impegno con la Nazionale ucraina di Tyrtyshnyk), che consentirà di riacquisire brillantezza fisica, reintegrare Tomcic e concedere un weekend ai ragazzi, che può sempre aiutare mentalmente, prima del tour de force: “Dobbiamo cercare di essere solidi, stiamo acquisendo maturità nonostante le assenze – commenta Sant’Ambrogio -. Però vedo in questa squadra un’unità di intenti tale che l’assenza di uno viene subito colmata dalla prestazione di un altro”.

“Sono contento dei progressi, non sono particolarmente soddisfatto della partita, perché ho visto un po’ troppa superficialità – conclude, visibilmente corrucciato in volto -. Tra l’altro non mi piace infierire su un avversario in difficoltà, per di più vittima di un infortunio che ha spento gli entusiasmi; ciò non vuol dire tener basa la concentrazione, forzare dei tiri o non difendere in alcune circostanze. Ma ci serverà anche questo per crescere in futuro”: chiude con saggezza Iliano Sant’Ambrogio.

A ruota, quindi, le parole di uno degli uomini più rappresentativi, Serigne Mourtada Gaye, per tutti “Talà”, l’ala piccola classe 2004: “Mi trovo molto bene in questa società molto organizzata. Venendo dal brutto infortunio dello scorso anno avevo bisogno di un progetto giovanile e ciò mi ha aiutato, perché dovevo lavorare sul piano individuale e vivere un gruppo che mi aiutasse a capire”, dice il ragazzo, ringraziando i compagni.

“Abbiamo colto una grande vittoria, ne avevamo tanto bisogno dopo brutta sconfitta di Messina – prosegue -, anche a dare una svolta a questo campionato, vista la brutta partenza di stagione con cinque sconfitte consecutive. Ora dobbiamo continuare a lavorare non solo sul piano tecnico, ma a livello mentale. Come dice il coach, alla fine ‘solo noi siamo i nemici di noi stessi’, perciò dobbiamo restare umili e lavorare duramente”.

Poi, sul proprio percorso di crescita, Talà ammette: “Sto cercando di lavorare molto individualmente, anche con coach Nunzio Sabbatino – rivela –. Lavorando sul mio gioco sto pian piano migliorando, per aiutare la squadra”. Al ragazzo, infine, occorre riconoscere una certa versatilità tattica, che si è dimostrata essenziale vista l’emergenza dovute alle assenze: “Sono stato fortunato ad aver giocato già in passato fuori posizione, da lungo – conclude –, quindi è stato formativo, mi ha aiutato. Per questo mi son sempre fatto trovare pronto”.










