Un momento in particolare scandisce, di fatto, un passaggio significativo nell’arco di una stagione: la conferenza stampa del direttore sportivo.
A fine calciomercato (sia della sessione estiva che di quella invernale) così come a ridosso del termine della stagione, è consuetudine di Ciro Polito tracciare un punto, esporsi pubblicamente con la schiettezza che lo contraddistingue.
Poche ma puntuali, le apparizioni ai microfoni del ds del Catanzaro Calcio che, due giorni dopo la chiusura del mercato di questa lunga estate 2025, coglie l’occasione per fare il punto e lo fa nel cuore del centro cittadino, esattamente nella sede della filiale di Catanzaro della Banca di Montepaone, in piazza Matteotti.
Il direttore chiarisce subito un aspetto, rispondendo all’illazione secondo cui “l’organico sarebbe molto ampio”: “Rosa ‘larga’? Nessun problema! Anche l’anno scorso poteva esserlo, ma non vi sono mai stati problemi! La società mi ha chiesto giovani, realizzare plusvalenze, sostenibilità e fare un bel campionato“. Senza fronzoli, ecco Polito.
Ribadendo il motivo di fierezza che deve suscitare l’avere quattro giocatori in nazionale (di cui tre di proprietà), il ds ammette l’importanza di accaparrarsi gli Under già in avvio di luglio: “Occorre prenderli subito, i giovani, perché verso la fine del mercato si creano opportunità di acquistare giocatori impensabili, fino a qualche settimana prima – osserva -. Poi sarà il campo a stabilire il livello”.

Una confessione, quindi, su una trattativa sfumata d’un soffio: “Rui Modesto dell’Udinese era allettato dalla situazione ma non se l’è sentita, poiché sua moglie è prossima a partorire ed evidentemente avranno avuto timore nel gestire la situazione – dice -. Poi, subentrando a San Siro, magari ha pensato di potersi giocare ancora le sue carte in A”.

“Non ho mai promesso niente a nessuno, per questo mi ritengo una persona credibile! Ormai conoscono tutti il livello del Catanzaro, la famiglia Noto è divenuta una garanzia in pochi anni – osserva – ed è motivo d’orgoglio anche per i catanzaresi stessi, dopo trent’anni di umiliazioni, da popolo umile, che vive per la squadra”.

Polito, quindi, indica la strada da percorrere, anzi, da mantenere: “Dovevamo alzare l’asticella, perché non dobbiamo avere paura di nessuno e possiamo giocarcela con chiunque – ammette -. Ma alla base deve restare quell’umiltà che ci lega tutti“.

“Aquilani propone un gioco particolare, serviva delineargli l’abito che più gli si addice, partendo dalla forte ossatura che avevamo già, al di là dell’imprevisto generato dall’infortunio di Pompetti. Ogni scelta è stata fatta in funzione alle sue richieste – sostiene il ds -. A dire il vero avevo già bloccato Rispoli al termine dello scorso campionato. Il mister non lo conosceva ma ha subito capito le sue qualità, specie dopo aver parlato con Fabregas. A parte questo caso, io e lui ci siamo sempre allineati nelle scelte“.

I retroscena che hanno portato ad assestare gli ultimi colpi, allora: “Oudin, non ha bisogno di ‘presentazioni’, ci farà divertire! Buglio era incredulo di questa opportunità e Cassandro mi ha impressionato per il senso d’appartenenza verso Catanzaro, è rimasto legatissimo e sarà importante sia in una difesa a tre che, eventualmente, a quattro – dice -. Di Francesco non era in uscita a Palermo, siamo stati bravi a prelevarlo, poiché avevo promesso al mister che avrei convinto un calciatore importante come lui e ci sono riuscito”.

Capitolo Liberali: “Sì, è arrivato con tante aspettative, ma è pur sempre un 2007, dobbiamo ‘accompagnarlo’, coccolarlo e valorizzarlo“, ammette il ds, consapevole di poter perdere, nel futuro prossimo, l’ex Milan (oltre a Rispoli) per un mesetto, complice il Mondiale Under 20.

Pilastro indiscusso, ovviamente, il capitano, Iemmello, “il fiore all’occhiello che non sta praticamente facendo più il centravanti, ma il sotto-punta”, parafrasando Polito, il quale si riconosce il merito d’aver scovato e lanciato talenti verso nuovi lidi: “Ho valorizzato Quagliata e Ilie, poi altri li hanno presi – rimarca -. Però non dobbiamo dimenticarci di essere una realtà umile, che sogna ma deve ricordare la difficoltà della categoria”.

L’affare Biasci, dunque, che ha segnato l’estate: “L’ho sempre rispettato e, ventiquattro ore dopo la chiusura della sua cessione, ho bloccato Pandolfi“, dice.

Infine, un sentito appello a stampa e tifoseria: “Vi chiedo supporto! Mi rendo conto che, dopo due semifinali playoff, il pubblico attende, giustamente, risultati – conclude Polito –. Solo restando insieme, uniti, venendo allo stadio, potremmo centrarli. Ma non dobbiamo mai disperdere i principi che ci distinguono“.








