Vittoria doveva essere e vittoria è stata per il Catanzaro. Nonostante il rammarico d’aver perso, poche ore fa, un elemento fondamentale come Cisse per un paio di mesi, i giallorossi espugnano lo stadio “Adriatico – Giovanni Cornacchia” (con 296 supporters al seguito) e si portano a trentotto punti in classifica, muovendo un altro importantissimo passo in chiave salvezza aritmetica ma soprattutto – alzando lo sguardo – consolidando la virtuale griglia playoff, accorciando sul Palermo. Il Pescara continua a sprofondare, giacendo all’ultimo posto con appena quindici punti. Finisce 0 a 2.
Orfano di Pittarello e Cisse, Alberto Aquilani conferma Nuamah e Liberali alle spalle di Iemmello, riferimento offensivo nel 3-4-2-1. Con i senatori Brighenti e D’Alessandro lasciati inizialmente fuori, chance dal 1′ per Frosinini (conseguente dislocamento di Cassandro a sinistra) e Di Francesco, lanciato nel calcio professionistico proprio dal Pescara. Da par suo, Giorgio Gorgone propone un 3-5-1-1, trovando Lorenzo Insigne per la prima volta, sia pur in panchina.
PRIMO TEMPO – Superati gli sbadigli di un avvio di gara segnato da una blanda fase di studio, primi squilli di marca Catanzaro (questa sera in tenuta neroverde) tra il 12′ e il 13′ con Iemmello: un piattone del limite mandato fuori, poi – chance più ghiotta – un pallonetto di poco alto, che chiude una ripartenza. Occasionissima al 17′, break sull’asse degli ex: Pontisso sradica palla a Valzania e, sgroppando in campo aperto, serve Di Francesco il quale, a tu per tu, spara maldestramente sul portiere. Successivamente, da una rimessa laterale, Cassandro (liberato da una suola di Nuamah) mette in mezzo per Antonini, ma Desplanches è miracoloso nell’opporsi terra. La gara sale di giri.
Il Pescara emerge al 22′ dagli sviluppi di un piazzato: prima si immola Cassandro su un destro potente di Faraoni, poi Antonini mura sulla ribattuta di Gravillon. Pericolo, le Aquile si salvano. Scocca il 30′, Liberali apre un corridoio delizioso per Iemmello che gira senza pensarci, scavalcando il portiere: primo gol in trasferta per il capitano, tra l’altro a secco da dicembre. Catanzaro in vantaggio alla mezzora.
Qualche giro di lancetta e Di Francesco ha nuovamente un ottimo pallone sul sinistro, ma chiude la difesa abruzzese. Al 37′ I padroni di casa hanno una palla-gol nitida: Faraoni svetta da corner ma Pigliacelli è reattivo e para. Centrale anche il colpo di testa di Antonini, da un piazzato, nell’azione seguente.
Al 41′ Di Francesco troverebbe il raddoppio con uno splendido destro a giro, ma Galipò ferma tutto per un presunto tocco in fuorigioco di Cassandro. Dopo un check del VAR, l’arbitro di Firenze conferma la sua decisione: non c’è alcun tocco da parte di un giocatore di casa, come contestato dagli ospiti. Il direttore di gara, quindi, concede ben quattro minuti di recupero. Non succede nulla, se non una rovesciata di Caligara, bella ma ininfluente e un destro di Brugman spedito in orbita.

SECONDO TEMPO – Dentro Alesi e Brighenti, fuori Nuamah e Frosinini: Aquilani – che a Pescara ha giocato dopo l’esperienza di Lisbona, nel 2016 – effettua subito due sostituzioni, levando i due ammoniti prudentemente. Al 51′ angolo ben dosato di Caligara che pesca Olzer, la cui incornata va fuori di pochissimo. Chance per il Delfino, che sembra crescere col passare dei minuti. Un punizione di Brugman, successivamente, centra la parte esterna del palo alla destra di Pigliacelli.

Bella iniziativa di Liberali che ruba palla, ma dai venti metri spara alto anziché servire un compagno meglio posizionato. Le squadra si allungano, con gli uomini di Gorgone che provano ad imbastire qualcosa di produttivo in avanti, mentre l’US gestisce e riparte. Un sinistro di Gravillon dal vertice dell’area lascia Pigliacelli di sasso: la palla però si spegne sul fondo. In seguito, telefonato un destro di Iemmello dal limite. Il capitano prova a sorprendere il portiere dalla trequarti, ma senza successo.

Nel frattempo, entra un altro prodotto del vivaio di casa, il pescarese Pompetti. Dopo un’azione convulsa sbrogliata dalla retoguardia giallorossa, Cappellini e Gravillon combinano la frittata e spianano un’autostrada ad Alesi per il raddoppio al 78′. Entra anche Insigne, quattordici anni dopo all’Adriatico, ma il Pescara molla e il Catanzaro sfiora il tris con Iemmello al minuto 82′ e il subentrato D’Alessandro. Ci prova anche Koffi, ma il suo destro è ciabattato all’87’.
L’arbitro Gallipò assegna cinque minuti di recupero, ma non succede nulla: il Catanzaro vince e si porta al quinto posto in classifica, il Pescara sprofonda sempre più nel baratro e intravede oramai la retrocessione.









