Salutata la Nazionale con un commosso “arrivederci” si torna respirare giallorosso, non che non lo si fosse fatto in questo breve – ma ricco di emozioni – arco temporale, ancor più data la presenza da protagonisti di alcuni tra gli elementi cardine dell’US Catanzaro.
La sosta, infatti, restituisce ad Alberto Aquilani un Favasuli ringalluzzito dalla sua prima (e convincente) apparizione con l’Under 21 azzurra: l’esterno di Africo al “Castellani” ha dato un saggio delle sue qualità, una disinvoltura e una padronanza tali come fosse al suo cinquantesimo gettone in Nazionale.
E cos’altro aggiungere, poi, su Liberali?! Qualità da fuoriclasse a parte, il ragazzo torna fortificato e ulteriormente responsabilizzato dalla fascia da capitano indossata al “Ceravolo” contro la Turchia, davanti alla sua gente. Il giusto merito per colui che ha un potenziale da numero 10 autentico, mantenendo questa umiltà e questa applicazione.
Gruppo al completo, quindi, per mister Aquilani, che studia le risposte da servire contro uno degli avversari più forti – se non il più forte – della cadetteria, il Monza di Paolo Bianco, intenzionato a scendere nel lunedì di Pasquetta con “intenzioni belliche” e ne ha ben donde potendo disporre di “un’artiglieria pesante”.
Inutile soffermarsi a ripassare il curriculum di calciatori che hanno alle spalle Europei vinti, tanta Serie A e partite in Champions League ad esempio.
Impegno, tuttavia, nient’affatto proibitivo per un Catanzaro che ha dimostrato di potersela giocare con chiunque a viso aperto; certo, “quel” Catanzaro che tanto ammiriamo e a cui siamo abituati, non la formazione poco lucida e “seduta” del secondo tempo di Cesena, che ha “incartato” la rimonta ai romagnoli.

Aquilani ha approfittato della sosta per approfondire determinati concetti – non solo di natura tattica – e valutare le contromisure migliori per fronteggiare l’assenza per squalifica del suo leader, Pietro Iemmello, oltre a quella di Nuamah, out anche ad Avellino sabato 11.

Oggetto di valutazione – lo sappiamo – è se puntare sempre sul 3-4-2-1 o rispolverare il 3-5-2 data la circostanza di (quasi) emergenza in attacco.

La prima ipotesi – più concreta – vedrebbe l’inserimento dal 1′ di Federico Di Francesco sulla trequarti in coppia con Liberali; nel caso in cui si dovesse optare per una mediana più nutrita, allora uno tra Rispoli e Pompetti troverebbe posto tra Pontisso e Petriccione, con Liberali chiamato a galleggiare alle spalle di Pittarello centravanti.

Insomma, un’assenza pesante, soprattutto per il carisma e per l’ineguagliabile intelligenza tattica, quella del capitano – che cederà la fascia a Brighenti – ma l’US può avere proposte comunque valide.










