Spesso si dice che ci sono opportunità che capitano una volta sola nella vita e che bisogna essere capaci di sfruttarle. Costantino Favasuli è uno di quelli che sta dimostrando quanto questo sia vero.
Passare da un piccolo paese della Calabria a notti magiche come quelle della Serie A o della Champions League non è da tutti ma, come detto dallo stesso Favasuli, questo è solo “un punto di partenza”.
Un punto di partenza che, nella sua giovane carriera, si è spostato sempre più in là. La fame e la voglia dimostrate sul campo dall’ex Catanzaro spiegano, in parte, il percorso che lo ha portato fino al massimo campionato italiano.
Sin da piccolo Favasuli si allontana da casa per inseguire il suo sogno e trova il primo punto di partenza nelle giovanili della Fiorentina, dove incontra Alberto Aquilani, diventato poi il suo “primo padre calcistico”.
Dopo il percorso nel settore giovanile viola arriva l’esordio tra i professionisti con la Ternana. Un’esperienza complicata, terminata con la retrocessione degli umbri, ma utile per permettergli di misurarsi per la prima volta con il calcio dei grandi.

Poi Bari, il primo gol in Serie B – forse un segno del destino – proprio contro il Catanzaro e, infine, il ritorno in Calabria. È con i giallorossi che arriva la vera consacrazione: continuità, assist, due reti e soprattutto la sensazione di essere diventato un giocatore pronto per il passo successivo, dopo una stagione conclusa con le lacrime per la sconfitta in finale playoff, tuttavia culminata poche ore dopo con la chiamata in Nazionale, da parte del ct ad interim Silvio Baldini.
Ed è proprio quel passo che lo porta in Serie A. Serie A che non ha cambiato l’approccio in campo dell’esterno classe ‘04. Sono bastati pochi minuti per dimostrare il suo valore, dall’esordio in Champions League con il Napoli contro i campioni d’Inghilterra dell’Arsenal, al primo assist in campionato, decisivo per la vittoria della squadra di Massimiliano Allegri.
La sua scelta aveva fatto storcere il naso a molti, proprio per l’allenatore toscano, a cui viene spesso rimproverata una certa prudenza nel dare spazio ai giovani. Un’accusa che, nel caso di Favasuli, sembra però trovare una smentita nei fatti.
Al numero 2 dei partenopei è bastato poco per conquistare i nuovi compagni e l’allenatore che ha detto di lui: “Il ragazzo ha un’energia pazzesca, è arrivato con entusiasmo, abbiamo bisogno di questi giocatori”.
Favasuli, quindi, ha subito dimostrato il suo valore nel massimo campionato, anche grazie a quella “garra”, o “cazzimma”, e fame che lo avevano contraddistinto nella sua esperienza a Catanzaro.

Il suo impatto va letto anche attraverso questa sua capacità di adattamento al nuovo campionato, nonostante il salto importante, ma che ha saputo interpretare bene: non un punto d’arrivo, ma l’ennesimo punto di partenza.

È forse proprio questo il punto di forza di Costantino Favasuli: riuscire a trasformare ogni traguardo in un nuovo inizio.

Francesco Mazzoleni











