L’entusiasmo può tutto. Anche pianificare un playoff non da semplice “comparsa”. Certificata la quota salvezza – per raggiungere la quale non avevamo mai nutrito dubbi – adesso il Catanzaro punta a blindare il piazzamento nella griglia per i futuri spareggi.
Non staremo qui a tirare l’asse delle ascisse e delle ordinate, sciorinando dati, numeri, probabilità ecc: semplicemente, il Catanzaro – questo Catanzaro – può digrignare i denti in faccia a chiunque. Frosinone incluso, come avvenuto poco più di un mese fa (non ce la sentiamo di dire “all’andata”, poiché si è giocato praticamente ieri l’altro contro i ciociari).
Dalla loro, i giallorossi hanno consapevolezze e – per l’appunto – l’entusiasmo di chi ha poco da perdere, anzi, niente. Il quesito che alberga in ognuno di noi, a questo punto è: “limitarsi” a proteggere l’attuale quinto posto (come se di per sé fosse “poco”, rispondiamo noi in primis) oppure tentare qualcosa in più, alzare lo guardo e “come va, va”? La gara di domenica al “Ceravolo”, potrà dare risposte nel merito.
Che poi, ‘sto Frosinone, per quanto forte e con individualità da massima serie, non pare proprio un fulmine di guerra, un “titano” invincibile; magari, potremmo dire che la squadra guidata da Massimiliano Alvini forse è la meno quotata al salto diretto in A, tra le quattro di testa: obiettivamente Venezia, Monza e Palermo sono più forti dei giallazzurri, comunque terzi in classifica, con cinquantatré punti, benché i rosanero di Inzaghi siano due lunghezze sotto, ad esempio. Insomma, sembra oro ma in realtà è ottone.
Graduatoria che ha fatto emergere le faglie, oramai: c’è un tale divario di punti tra le quattro di testa, le quattro dell’ipotetico primo turno playoff e le altre (dal nono posto in poi), da aver creato questa frattura della crosta cadetta. Però è tutto suscettibile del cambio del vento, perché due vittorie o due sconfitte di fila possono davvero cambiare le sorti e riscrivere il futuro per chiunque.
La Samp sembrava spacciata qualche settimana fa, ma ora crede nella salvezza e può tranquillamente centrarla, a ragion veduta; verosimilmente il Cesena, che pareva ondeggiare tra i primissimi posti, ha avuto un crollo verticale, ad oggi.

Il Catanzaro allora può puntare l’orizzonte viaggiando sulle ali dell’entusiasmo. Gli uomini di Alberto Aquilani (il quale, da perfezionista, si rammaricava per l’aver preso gol dall’Entella LEGGI QUI) possono tutto; possono battere il Frosinone, possono battere qualunque avversario, in casa e fuori.

Basta mantenere l’umiltà, la fame (concetto, questo, a cui fa riferimento di continuo il tecnico romano), evitando di sentirsi “appagati”, altro “slogan” che campeggia idealmente sui cancelli del Poligiovino.

Non aver sottovalutato avversari come Reggiana, Pescara, Mantova ed Entella certifica l’ulteriore crescita, la maturità di una squadra in grado di pazientare e colpire con cinismo per poi gestire, anche prescindendo dal performare in modo brillante in alcuni momenti.

Il Catanzaro è cresciuto, il Catanzaro è maturo, il Catanzaro può tutto. L’entusiasmo può tutto.










