Mantova, il lavoro silenzioso per sperare nella scossa

Mancuso

Davide Possanzini si gioca molto, se non tutto. Il Mantova 1911 ha scelto la via della “ora et labora” (“prega e lavora”, ndr), senza esporsi mediaticamente – come da consuetudine – alla viglia un match cruciale, in particolare per il tecnico.

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Sì, perché la posizione dell’allenatore dei virgiliani, per l’appunto – verso il quale la tifoseria rinnova la riconoscenza per il ritorno in Serie B, avvenuto nel 2024 –  scricchiola parecchio.

Trinkenhaus

Ultimo posto in classifica, sei sconfitte, cinque punticini fin qui racimolati – una sola vittoria come il Catanzaro, che di punti ne ha nove però – consegnano una squadra che, questa sera, vorrà imporsi al “Danilo Martelli” con la forza dei nervi, più che delle geometrie.

La tattica e le qualità hanno la loro importanza, ma quando la situazione si fa difficile, è il cuore che deve uscire; l’US con questi ingredienti ha battuto la corazzata Palermo (“corazzata” che sembra sgonfiarsi, specie dopo il tremendo 0-3 patito ieri in casa per mano del rilanciato Monza).

Simmaco Gomme

Cuore, testa, spirito di sacrificio e unione: prima il Catanzaro, poi la Sampdoria, in tre giorni che si annunciano decisivi per colui che, da calciatore, è stato tra i bomber più rappresentativi della cadetteria e non solo.

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Possanzini Mantova

“Dobbiamo continuare a credere nel nostro gioco, ma dobbiamo farlo con fiducia e lavoro quotidiano”, diceva, amaramente, mister Possanzini dopo la sconfitta maturata a Bari che, tra l’altro, ha salvato la panchina dell’ex giallorosso Fabio Caserta.

Possanzini e Caserta

“Se siamo in questa posizione, evidentemente di limiti ne abbiamo tanti”, sottolineava l’allenatore del Mantova, il quale, sfogliando dati e numeri, evidenziava il paradosso di essere la prima squadra della categoria per tiri in porta: “Dobbiamo aggiustare la mira”, scherzava – ma non più di tanto – Possanzini.

Bragantini Mantova

“Questo gruppo non merita l’ultimo posto, resto convintissimo che ci tireremo fuori. Prima o poi verremo ripagati”: queste parole, quindi, delineano una squadra che vorrà giocarsela contando su tutti gli effettivi, incluso l’ex Mancuso in avanti (eccetto il difensore Mantovani), benché i giallorossi arrivino al “Martelli” – accompagnati da 488 tifosi nel settore ospiti – forti delle consapevolezze ritrovate.

Tifosi Mantova

Hanno fatto quadrato attorno ad Alberto Aquilani, Iemmello e compagni (per stessa ammissione del capitano, nonché amico del mister LEGGI QUI) e il lavoro svolto a San Floro – ridotto nei tempi, visto lo scarso distacco tra una partita e l’altra – ha consentito di ricalcare determinati concetti, presumibilmente insistendo sul 3-5-2 con cui l’US dovrebbe disporsi, dalle 20.30.

Esultanza Aquilani

Sullo sfondo, nelle scorse ore, la puntualizzazione diramata dal Catanzaro Calcio, in risposta all’eventualità ventilata nella mattinata di ieri, secondo cui per la partita col Venezia, di domenica 2 novembre, sarebbe “cambiato orario del calcio d’inizio”: nossignore, il match si giocherà regolarmente alle 15.00, come disposto da calendario ufficiale.

Possanzini

“Sono pertanto infondate alcune informazioni circolate recentemente su social network e piattaforme online che indicavano orari differenti”, scrivono dagli uffici di via Gioacchino da Fiore.

Tifosi Venezia

Nel frattempo, la sfida che tra poche ore si giocherà al “Martelli” dovrà dimostrare che la vittoria sul Palermo non sia stato solo un lampo, ma l’inizio di un percorso solido e coerente, nelle prestazioni e, possibilmente, nei risultati.

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