Chiusura di mercato fa rima con il briefing convocato dal direttore sportivo dell’US Catanzaro, Ciro Polito. E mai come stavolta, la consueta conferenza stampa (da prassi, prevista a settembre e febbraio), si rende necessaria per confrontarsi insieme e sviscerare perplessità e auspici. Perplessità (legittime) convogliate da quella fetta di tifoseria e stampa per ciò che la sessione di gennaio (non) ha generato in entrata.
La vicenda Cisse, che resterà in prestito sui Tre Colli fino a fine stagione; Gliozzi clamorosamente sfumato qualche minuto prima del “gong”; i calciatori partiti (su loro esplicita richiesta) ma – si teme – non adeguatamente rimpiazzati; le posizioni teoricamente ancora aperte – nel momento in cui scriviamo – di Oudin e Seha. Sfoltire, ringiovanire, abbassare il monte ingaggi: di questo e altro si è parlato nella sala stampa del Poligiovino.
E Polito esordisce consapevole degli interlocutori: “In questo momento è come se avessi davanti una città che mi guarda”. A chi, innanzitutto, parla di un ridimensionamento figlio di questa campagna acquisti, il direttore risponde subito perentoriamente: “Mancanze?! Non credo ci fosse bisogno di giocatori che siano stati titolari. Anzi, la nostra era una squadra per la quale non fare mercato, tranne ‘ripulirla’ di qualche giocatore scontento! Non vedo la necessità dei tre giocatori da mettere dentro! Il Catanzaro ha dimostrato sostenibilità, equilibrio economico, e voglia di credere in giocatori che possano fare al caso nostro”, chiarisce immediatamente, elogiando “allenatore e staff top della categoria”, inoltre.
“Abbiamo preso Fellipe Jack, titolare della nazionale Under 20, uno dei giovani più promettenti tant’è che era titolare con D’Angelo allo Spezia e siamo sicuri che darà una mano al reparto difensivo – dice –. Ok, avremmo potuto prendere il ‘quinto‘ di cui si parlava, però in Italia i movimenti prevendono situazioni non alla nostra portata o che non ritenevo soddisfacenti. Allora, se proprio devo prendere qualcuno, piuttosto prendo dall’estero“.
E stando alle parole del ds, alla luce di chi ha recuperato dagli infortuni e chi invece sta crescendo, è opportuno guardare in casa: “D’Alessandro sta bene, Di Francesco è rientrato. Per Pittarello mi hanno fatto tante offerte, a dimostrazione che abbiamo attaccanti importanti, quindi me li tengo – osserva -. In B ci sono ingaggi fuori da ogni portata su giocatori normalissimi! Poi, se ci facciamo caso, ‘girano’ sempre gli stessi, ma senza risultati! Il bomber della categoria lo abbiamo già noi ed è Iemmello” .
“Pandolfi ha avanzato delle richieste, allora mi sono giocato un carta estera! Secondo me, anzi, abbiamo migliorato la rosa, perché abbiamo tolto chi non era contento – sottolinea con vigore -. Chi veste questa maglia deve avere l’orgoglio di lottare! Pontisso, ad esempio, è stato cercato da Spezia e Benevento per cifre importanti, ma sente i colori addosso, morirebbe per questa maglia e non ha ascoltato nessuna richiesta”, rivela.

“Siamo una società rispettata, che sta anche valorizzando un giocatore che seppur non nostro, è andato al Milan! I giocatori più importanti non si toccano, al massimo il contorno”, aggiunge, alludendo a Cisse, il quale ha spinto per restare sui Tre Colli in prestito: “Aveva chiuso col PSV, lui e l’agente (e lo stesso Verona, che ringrazio) mi hanno garantito che non avrebbero fatto nulla per crearci disagi – confida Polito –. Ecco, sarebbe stato un problema sostituirlo! Chi avrebbe potuto alzare il livello di Cisse?! Trovare un calciatore con quei numeri, anche investendo soldi, è complicato”, sostiene, smentendo nel merito altri eventuali “premi valorizzazione”. “Tutt’al più, un domani Milan o Verona potranno sottoporci uno tra i migliori loro giovani“, puntualizza a tal proposito.

Sottolineando, tra l’altro, l’importanza di mandare Seha altrove a giocare (pare destinato a percorrere la strada opposta a Koffi, verso Malta), Polito pone in evidenza la crescita fisica di Liberali: “Vi confesso che avrei voluto prendere Koffi a luglio, perché l’ho visto giocare diverse volte e mi stuzzicava l’idea di ‘creare’ qualche giocatore – afferma -. Preferisco un giovane e giocarmi la carta estera! Sappiate che giocatori – soprattutto per l’attacco – non ce ne sono più, bisogna avere il coraggio di crearli e rischiare, consapevoli che tutto non può andare benissimo”.

Obbligatorio un passaggio sulla vicenda Gliozzi (che Polito ha già avuto in passato), che ha animato la chiusura del mercato: “Chi dice che Gliozzi è saltato, dice un’eresia! Intanto, ha rifiutato ingaggi già fuori dalla nostra portata! Noi abbiamo equilibri economici, Gliozzi costa tre volte giocatori che qui sono il cuore pulsante! Infatti è rimasto a Modena perché non c’erano condizioni! Portare un giocatore che ha fatto nove gol e ha un nome importante in questo momento non faceva al caso nostro – continua -. Non è vero che l’affare è sfumato all’ultimo minuto, non mi ci sono proprio seduto a parlare! Avevo già chiuso Koffi, non avevo intenzione di “prendere per prendere”, ma costruire qualcosa per il Catanzaro, puntando su giovani freschi e abbassando ancora l’età, ed è una soddisfazione”.

“Certo, per esempio anche a me sarebbe piaciuto un Ambrosino, ma è troppo per noi, bisogna essere onesti! Nel frattempo ho un giocatore che mi sta dando soddisfazioni incredibili, ed è Pittarello, che è in grande fiducia – osserva -. Se non si tratta di un acquisto che possa alzare il livello, allora rovini il castello che hai creato! La Samp, per esempio, ha fatto un mercato da Serie A, buon per loro se possono spendere molto! Invece io sono soddisfatto di chi ho, ci giochiamo le nostre carte con grande umiltà“.

Puntualizzazione doverosa su un altro Over che, tra gli altri, ha deluso le attese: “Anche Oudin è stato utile ma in negativo! Intanto, occorre riflettere sul fatto che, suo malgrado, ha giocato nel momento peggiore del Catanzaro! Poi, se al posto suo avessimo lanciato subito Liberali – spiega – magari lo avremmo bruciato! Ora è con noi, seppur abbia mercato all’estero, ma se non si chiude e resta, può darci soddisfazioni”.

“Io mi rendo conto di assumermi un rischio con determinate scelte, ma non mi rimprovero operazioni fatte l’estate scorsa, perché chi è andato via, lo ha fatto perché non è contento”, ribadisce, pur avendo qualche normale rammarico.

Poi, interpellato circa la linea guida di un mercato all’insegna della sobrietà, ammette: “Sì, si fa grande fatica! Piacerebbe a tutti un portafoglio di cinquanta milioni! Oggi la B è arrivata in un punto di non ritorno, con operazioni che non hanno logica! Posso garantirvi che indovinare giovani e scommesse dà più soddisfazione – conclude -. Ogni anno, se pensate, ho indovinato giocatori! Certo, chiunque h l’ambizione di un portafoglio per provare a vincere! Tra l’altro, secondo me, sono arrivato nel momento più difficile dopo un anno di B bellissimo! Però paradossalmente, indovinare le scommesse è un lavoro più bello”.










