“A quanto si assesta la quota salvezza? Sono al primo campionato in B, faccio fatica a quantificare! Mi fido di quanto dicono i colleghi più esperti”: umile e sincero, Matteo Andreoletti, uno degli enfant prodige tra le panchine di questo torneo. Prima esperienza tra i cadetti per il giovane allenatore, alla guida di un Padova tornato in Serie B dopo sei anni, possibilmente per restarvi.
E l’obiettivo non è lontano dall’essere raggiunto per i biancoscudati, attualmente in un centroclassifica senza infamia e senza lode, ma pur sempre una posizione tutt’altro che sicura, a trentaquattro punti: c’è ancora della strada da percorrere per raggiungere la salvezza aritmetica.
Avellino, una delle interruzioni nel cammino dei padovani, che tra due giorni riceveranno il Catanzaro all’Euganeo: squadra in salute e forte delle proprie consapevolezze, ma già battuta all’andata, per di più fuori casa. Ecco, sembrano passate “ere” da allora, perché il Catanzaro di Alberto Aquilani è lontano parente della squadra gracile e senza identità affrontata ad ottobre, quando ancora erano i segni “X” a costellare i risultati.
L’US si presenterà all’Euganeo (riempendo il settore ospiti, di fatto) sulla scia dell’entusiasmo generato dalla straordinaria rimonta contro l’Empoli, che consolida il quinto posto e – perché no? – rilancia le ambizioni verso mete nient’affatto impossibili da raggiungere. Perché questo Catanzaro può tutto.
Più in generale, tuttavia, in Serie B – in questa Serie B – può accadere di tutto e, pressapochismo a parte, i due giovanissimi tecnici lo sanno. “Dobbiamo pensare ad alzare il livello delle prestazioni e, laddove non sia possibile fare la prestazione, portare a casa dei punti“, rifletteva pochi giorni fa Andreoletti, provato per un ko maturato al 92′.
In sintesi: tirare di fioretto, ora come ora, non serve; chiunque voglia ottenere risultati di importanza vitale deve impugnare la spada, indipendentemente dal “nemico”, si chiami esso Catanzaro o Venezia, Palermo o Frosinone (le squadre che il calendario proporrà ai biancoscudati, secondo quest’ordine).

Da un leader (al timone) a un altro (in campo): Pietro Fusi, centrocampista che a breve toccherà le cento presenze con la maglia del Padova, ha posto in evidenza l’importanza di lavorare sul proprio “io”, prima di focalizzarsi sull’avversario, sicuro della voglia di riscatto che nutre il gruppo (LEGGI QUI).

Da sponda giallorossa, intanto, qualche apprensione la dà Marco D’Alessandro, affaticato dopo la vittoria di domenica e perciò in dubbio per questa trasferta.

La condizione dell’esperto esterno verrà valutata in queste ore a San Floro, dove sta accelerando il percorso di recupero Federico Di Francesco ed è possibile che il suo nome compaia nell’elenco dei convocati per sabato.

L’auspicio, dunque, è quello di averli entrambi.









