Nessun sussulto, nessuna chiamata ridondante: operazioni tradotte in “scommesse”, che speriamo di “vincere”, speriamo possano dare riscontro positivo, com’è già accaduto in passato.
Pur consapevoli dei rischi da assumere: inevitabilmente, qualche “flop” tra loro potrà pur esserci. Auspichiamo di no, tuttavia.
Vero è che quella perplessità di cui scrivevamo nelle scorse settimane – e che da ieri si è trasformata in mugugno da parte di una fetta di tifoseria – è legittima, è comprensibile.
Non si può ignorare, non perché qualcuno – perlomeno chi vi scrive – bramasse la Serie A. No. Semplicemente perché la rivoluzione attuata, in questa calda sessione di mercato, dal Catanzaro Calcio un po’ di preoccupazione la desta.
Una vera e propria diaspora – termine utilizzato dallo stesso mister, alla vigilia del match di Coppa – che ci auguriamo non lasci qualche strascico.
Perché è opportuno non perdere (altro) terreno, recuperare il passo dopo due sconfitte nelle prime due, smuovere le acque e cancellare lo “zero” dalla voce “punti”.

Perplessità legittima, pronta ad essere smentita dai fatti, purché non si travalichi nel disfattismo, nell’essere ingiustificatamente “catastrofici”.
E soprattutto, nessuno metta la croce a questo allenatore, nuovo: Giorgio Gorgone ha bisogno di tempo per lavorare, per assemblare ciò che gli è stato dato.
Magari gli si può muovere qualche appunto, ad esempio, su qualche scelta di formazione o tempistica nell’effettuare una sostituzione, ma al momento null’altro.
Certo, Cassa, Loubao e Pogacar non corrispondono granché ai “colpi” che ci si attendeva: di norma – a parte le operazioni che riusciva a portare a termine al “gong” Adriano Galliani al Milan – gli ultimi giorni di mercato sarebbero quelli destinati ai ritocchi.

E, sia chiaro, finanche un Galliani ha potuto operare, pur sbagliando, per esempio: il 31 agosto è stato il giorno in cui è riuscito ad accaparrarsi Nesta o Ibrahimovic (rispettivamente nel 2002 e nel 2010), ma è capitato anche di prendere il deludente Fernando Torres, nel 2014. A chiunque può capitare di “floppare”, di steccare un acquisto.

Il Catanzaro, invece, forse avrebbe avuto bisogno di qualche elemento d’esperienza con magari duecento partite in B – un numero citato a caso, si fa per dire – e non solo scommesse, investimenti. Ma tant’è.

Il fronte uscite, ha registrato la cesura degli esuberi Volpe e Bashi, oltre alla rescissione del giovanissimo Tassoni – già capitano della Primavera – che a sua volta andrà a Cerignola.

Se non altro si è riusciti a trattenere Matias Antonini, ma qui occorre soffermarsi, perché emerge subito un inghippo. Il centrale di Porto Alegre giusto ieri ha alzato bandiera bianca, per un guaio fisico che lo costringerà al forfait a Bolzano.

Insomma, al Druso, sabato, l’US avrà già la coperta corta dietro – complice la partenza di Bashi, ripetiamo – e mister Gorgone si troverà a dover apportare le giuste contromisure. Un grattacapo non marginale, da aggiungere all’annunciata assenza di D’Alessandro e quella probabile – ancora – di Pafundi.

Perplessità legittime, ribadiamo. Purché non si travalichi nel disfattismo. Aspettiamo e sosteniamo.













