In sala stampa si palesa Jacopo Petriccione, motore del centrocampo giallorosso, che ha inciso sulla vittoria del Catanzaro sull’Avellino.
“Una bella prestazione – esordisce ai microfoni -, l’Avellino è squadra complicata, che chiude bene gli spazi e riparte in contropiede. Sapevamo potesse essere difficile sbloccarla, ma siamo stati bravi, abbiamo avuto pazienza. Stiamo diventando sempre più gruppo“, dice il 10.
“Nel momento in cui sono arrivate le vittorie è emersa in noi la fiducia, ma non dimentichiamo da dove veniamo – osserva -, perché quei mesi iniziali son stati tosti“.
“Le vittorie portano spensieratezza – sottolinea -, serve tempo per i giocatori nuovi e per i giovani, era fisiologico ci volesse un po’ di tempo. Io cerco di dare una mano, devo prendermi delle responsabilità, ormai ho trent’anni“.
Poi, facendo un parallelo con la stagione passata: “Ogni allenatore ha principi diversi, ma anche l’anno scorso questa squadra era concepita per giocare a calcio, palleggiare – ammette –. Ora abbiamo un’identità importante, credo sia bello da vedere anche lo spirito che esiste tra noi, in campo“.
Infine, sul ritrovare Biasci e Sounas, amici ma avversari in campo, conclude: “Hanno fatto la storia, sempre bello ritrovarli! Ora restano qui, andremo a cena insieme, dopo esser stati ‘nemici’ in campo“, rivela.









