In sala stampa si palesa colui che è da ritenere senza dubbio il migliore in campo, firmando il 2 a 0 sulla Reggiana, con un gol e un salvataggio provvidenziale nella prima frazione: Marco D’Alessandro.
“Abbiamo fatto la gara che avremmo dovuto fare, consci delle difficoltà contro squadre che vengono ad abbassarsi, aspettare e cercare di colpire in contropiede, dimostrando rispetto, poiché sanno che qui è dura”, esordisce ai microfoni l’esterno mancino del Catanzaro.
“Siamo stati bravi a sfruttare il vantaggio di Liberali perché di solito, nei secondi tempi usciamo col palleggio visto che le squadre spendono molto nel provare a pressarci – confessa -, quindi nella ripresa abbiamo legittimato, ho trovato il gol. Da quel momento potevamo trovare il terzo gol, siamo stati in pieno controllo. Ora, però, altre due gare toste, ma siamo veramente contenti”.
Per lui, una gara giocata per intero: “Il dispendio d’energie è evidente, la squadra ha tanti elementi validi, ci sta che ogni tanto vengano forze fresche, sono felice di aver fatto novanta minuti, era tantissimo che non accadeva – dice -. Il salvataggio nel primo tempo? Ci ho creduto di poter andare a contrasto, vedendo che Gondo poteva darla dietro, così mi sono tuffato ‘alla disperata’, un po’ di fortuna e ci sono arrivato. La gara si sarebbe complicata”.
“Con un ambiente felice cambia tutto – rimarca D’Alessandro -. Nonostante la mia età, gioco molto sulla velocità. Sì, lo scorso anno gli infortuni mi hanno condizionato e tenuto fuori tanto, mentre ora sta il cammino sta andando bene, conosco Aquilani e lui conosce me!”, sottolinea, elogiando il lavoro dello staff (“a volte mi aiutano a recuperare, dedicandomi molta attenzione durante gli allenamenti”, puntualizza).
Una considerazione, dunque, relativa al fatto che, in precedenza, si credeva che proprio sulla corsia sinistra si dovesse intervenire: “Vista la mia età e il fatto che lo scorso anno, oggettivamente, non ci sono mai stato, è stato legittimo pensare, da parte della società o dei tifosi, che servisse qualcun altro“, ammetta, con saggezza e signorilità.
“Oggi, per me è anche uno stimolo affrontare avversari talvolta quindici anni più giovani che vanno ‘a duecento all’ora’, è una ulteriore sfida personale! Porsi dei piccoli obiettivi, alla mia età, aiuta a trovare stimoli”.









