Quando “avrei firmato per un pareggio” non consola – Il Corsivo

Squadra sotto la Capraro

Alcune esternazioni spiccano preminenti tra le “frasi fatte” nel mondo del pallone. Certo, l’evergreen “sarà una partita difficile contro un avversario importante, in questo campionato difficile e importante” regnerà sempre incontrastato; ma ce n’è un’altra di cui si potrebbe fare a meno, benché adoperata da tutti, siamo onesti: “Prima della partita avrei firmato per il pareggio” e lo si dice nei casi in cui ci sia un avversario sulla carta superiore.

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Affermazione così tanto usata da essere sdrucita. Certo, a noi catanzaresi sarà capitato di pensare a luglio, da tre anni a questa parte: “Intanto firmerei per una salvezza, poi si vedrà”. Però si arriva ad un punto tale da dover scindere i propositi, i pronostici, dalle dinamiche dettate dalla realtà.

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Quindi non deve “consolare” il pensare che un pareggio ottenuto contro il Monza all’ultimo sospiro possa essere interpretato come un risultato positivo: no, il Catanzaro deve recriminare per due punti persi dopo una partita dominata, sia pur contro l’organico più forte del torneo – non si può dire la stessa cosa del suo allenatore – per di più senza il proprio capitano.

Simmaco Gomme

Nel riflettere a freddo dopo l’1-1 del “Ceravolo” peschiamo gli aspetti positivi, intanto: i ragazzi di Alberto Aquilani hanno sfoderato una grande prestazione contro la più forte della B, zeppa di calciatori reduci da Serie A, coppe internazionali e – nel caso di Pessina, autore del pari su rigore – un Europeo vinto.

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C’è da essere orgogliosi e non poco, perché la squadra ha risposto alla grande dopo la sconfitta di Cesena, dando conferma di essere a sua volta una big e poter competere contro chiunque, pur privata di Iemmello, l’uomo più rappresentativo per carisma, esperienza e qualità.

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Una squadra resiliente, senza Iemmello ma senza paura, che ha gestito, ha duellato fraseggiando come sempre, imponendo il proprio gioco, figlio del “credo” tattico di un allenatore che elogiato i suoi in sala stampa, pur annotando le crepe (LEGGI QUI).

Aquilani

Sì, in dieci contro nove il Catanzaro avrebbe dovuto leggere e gestire meglio il finale, con il prezioso e generoso Pittarello perno nella metà campo ospite per tenere bassi e impegnati i corrispettivi, magari guadagnando rimesse laterali alte o piazzati, far scorrere le lancette e avere il coraggio di cercare il secondo gol.

Esultanza Pontisso

Senza soffermarsi sull’arbitraggio “egocentrico” di Ayroldi perché sarebbe un alibi, resta la prova al cospetto di una corazzata che manca solo nell’allenatore Paolo Bianco, sinceramente fuori contesto – col dovuto rispetto – per i giocatori di cui dispone: la fotografia diretta è nell’opinabile analisi propinata ai microfoni, piuttosto lontana dai fatti (LEGGI QUI).

Ayroldi di Molfetta

Sullo sfondo, poche ore dopo il match, l’incontro al Comune tra una delegazione della Curva e i massimi esponenti di Palazzo De Nobili, per ciò che riguarda la riqualificazione dello stadio: un confronto costruttivo, nella direzione condivisa di rispettare la tempistica stimata per l’avvio e la consegna dei lavori.

Bianco

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