Un provvedimento destinato a far discutere. L’ennesimo.
Sì, perché – per quanto necessarie – le soste dei campionati dovute agli impegni delle Nazionali (legittimi e importanti, per carità) recano sempre intralcio nella tabella di lavoro dei club, di qualunque categoria esso sia.
Il Catanzaro, per la cronaca, vede nel giro delle Nazionali ben quattro tesserati (tre dei quali di proprietà), ed è motivo d’orgoglio per la società, come sottolineato dal patron Floriano Noto e dal ds Polito.
In sintesi: dopo il Mondiale 2026 – che si svolgerà tra Stati Uniti, Canada e Messico – e per almeno quattro anni, la prima pausa stagionale di settembre durerà addirittura tre settimane.
Questa la decisione adottata dalla FIFA, che ha praticamente rivoluzionato il calendario almeno fino al Mondiale successivo, del 2030: un evento che, per la prima volta, si disputerà in tre continenti (Sudamerica, Europa e Africa) e in sei stati (Spagna, Portogallo, Marocco, Uruguay, Argentina e Paraguay).

Non più ventuno partite: tra il 21 settembre e il 6 ottobre si disputeranno solo quattro gare. A differenza di quelle previste per i mesi di novembre, marzo e giugno.

Restando sul presente, la prossima sosta arriverà dopo la trasferta di Monza per il Catanzaro: ci si ritroverà al “Ceravolo” per la gara contro il Padova, del 18 ottobre, primo di due impegni consecutivi in casa.









