Sarebbe stato preoccupante se fosse mancata la prestazione, ma ciò non è avvenuto. Il Catanzaro in casa della capolista ha fatto una figura dignitosissima, non ha demeritato, anzi, talvolta ha condotto nell’iniziativa. Nessun passo indietro.
Anche in dieci, l’US ha tenuto botta, ha retto con orgoglio trovando stimolo nell’imbastire le trame: peccato per la scarsa lucidità sotto porta, dove si sono visti errori maldestri e grossolani. Questa è l’unica sottolineatura da matita rossa per gli uomini di Alberto Aquilani, che in sala stampa era giustamente scuro in volto, ma confortato dalla prova dei suoi (LEGGI QUI).
È mancata – se vogliamo – quella malizia, tipica della grande squadra, che ha avuto invece il Frosinone, lesto a sfruttare un angolo per stappare la partita, per di più figlio di un precedente corner che non avrebbe avuto motivo di esistere, perché Cassandro non tocca la palla. Escludendo la giusta espulsione di Frosinini (ingenuo l’esterno umbro), evitiamo di soffermarci troppo sugli episodi e sulla direzione di gara, per non avvelenarci il sangue.
C’è, semmai, da porre in evidenza un aspetto: la conferma (ulteriore) della crescita nella mentalità. A conti fatti si tratta della prima sconfitta da squadra matura. Il comune denominatore tra le precedenti sconfitte era la mancanza di qualche dettaglio, invece ora vi è poco o nulla da recriminare con noi stessi, a parte il non aver concretizzato in avanti, ripetiamo.
Il rosso, l’episodio avverso, mentre si sta conducendo una gara tutto sommato in equilibrio ma con lo spiraglio di poter anche colpire, avrebbe potuto abbattere psicologicamente; eppure la squadra non si è mai disunita, ha giocato anche sotto nel risultato. La proposta non è mai venuta meno.

Insomma, il 2-0 di Frosinone comprova un dato: tra le grandi ci siamo anche noi. I ritocchi auspicati dal mercato potranno mettere in luce determinate peculiarità, possibilmente individuando l’interprete giusto per la corsia mancina.

Sullo sfondo, la prima operazione in uscita sta per andare in porto: Nicolò Buso – dopo una stagione e mezza con pochi sorrisi – sta per passare al Mantova con la formula del prestito. A ruota, dovrebbe toccare al francese Rémi Oudin.

Sabato, allora, inizierà il giro di boa in Laguna, in casa di un’altra big – plausibilmente più forte e organizzata dei ciociari – ma si andrà con la leggerezza mentale di chi ha la consapevolezza di essere forte e sta facendo il suo bel campionato.

Perché prima il Catanzaro era in cerca di se stesso. Oggi sa chi è. Sappiamo chi siamo.










