Stavolta non si tratta di commentare le operazioni di mercato alla chiusura dei giochi o stemperare da mugugni e perplessità, com’era stato fatto ad ottobre dello scorso anno, dopo Salerno, o in seguito alla sconfitta di Castellammare prima dei playoff. No, l’US Catanzaro sta forse vivendo il momento più difficile sul piano tecnico – anzi, depenniamo il “forse” – degli ultimi quattro anni; il momento più delicato (in termini di risultati) del nuovo corso, da Vivarini ad oggi.
Una sfilza di pareggi (che equivalgono a sconfitte evitate, praticamente) e due brutti ko; una squadra senza anima; un allenatore in confusione e imperterrito nel suo “credo”. A prendere parola, quindi, il direttore sportivo in persona, Ciro Polito, dal momento che la torta delle responsabilità è da ripartire in porzioni uguali per tutti: proprietà, società, allenatore e gruppo squadra.
Cornice di questa conferenza stampa, eccezionalmente convocata nella tarda serata di ieri, il Poligiovino. Com’era prevedibile che fosse, Polito chiama a raccolta la piazza, appellandosi alla tifoseria e alla stampa: “Restiamo uniti”, questo, in sintesi, il messaggio lanciato dai microfoni. Per prima cosa, il direttore sportivo dell’US chiarisce un quesito che albergava (e alberga) in tutti: “Aquilani non è mai stato in discussione”.
E prende spunto dall’affermazione – non felicissima – del mister, nell’immediato post-Padova, parlando di “limiti importanti” a proposito dei giocatori (LEGGI QUI): “Non dovete travisare una frase a caldo! Per ‘limiti’, il mister alludeva al fatto che la squadra si è mostrata debole mentalmente, non riuscendo a reagire alla prima difficoltà durante la partita, dopo aver subito il gol”.
In tal senso, manca entusiasmo “perché a questa squadra sta mancando la vittoria“, dice il ds. “Serve equilibrio e non sperperare energie in chiacchiere, bensì trovare la soluzione attraverso un confronto quotidiano. Non è certo un bel momento, però non vedo tutto ‘nero’ perché, facendo il confronto con lo scorso anno, abbiamo la stessa posizione con due punti in meno – ragiona -. Certo, evidentemente ci sono dei problemi dal momento che non abbiamo colto una vittoria. In una fase di difficoltà occorre unirsi, tutti quanti”.

“Nessuno ha mai detto di voler ‘vincere il campionato’, semmai abbiamo detto che sarebbe stato un anno di sacrifici dopo due bellissime stagioni – prosegue -. Questo popolo, questo stadio, incita sempre dall’inizio alla fine ed è questa l’arma attraverso la quale venirne fuori”.

Poi, un concetto espresso più di un mese fa: “Non sempre si può prendere un calciatore seguito, per un serie di circostanze! Anzi, ribadisco, abbiamo cucito un vestito su misura delle richieste – osserva -. Il mister non ha mai parlato di limiti tecnici, questa è una ‘signora squadra’ per fare un buon campionato, puntando alla salvezza, non per i primi posti! Ma lo dico da sempre, sono contento dei giocatori e dell’allenatore che ho“.

Passando in rassegna le risposte di alcuni, tra i singoli (“Oudin ‘deve accelerare’, non sta mantenendo le prestazioni mostrate altrove, in passato”, dice, ad esempio), preannuncia: “Il mister magari ha cambiato pochi interpreti, sì, ma probabilmente ora modificherà qualcosa, farà le sue valutazioni, com’è giusto che sia”.

Inevitabilmente, il pensiero volge su quello che è stato il lavoro estivo, in sede di mercato, apparentemente inficiata dai risultati: “Ad oggi, mai pensato di cambiare allenatore! Poi, i tecnici sono soggetti ai risultati, è vero – rimarca -. Se non si vince, è chiaro, siamo tutti in discussione. Vi ricordo che lo scorso anno non eravamo messi tanto meglio, viste le critiche! Ma alla fine, tutti insieme, ne siamo venuti fuori”.

“Siamo in apprensione, non siamo incoscienti, ma abbiamo i mezzi per venirne fuori”. E sul mancato apporto di quei veterani che dovrebbero conferire esperienza, precisa: “Vorrei una squadra più ‘cattiva’, più ‘ignorante’ – sostiene -. Non mi sento ‘tradito’ dai ‘vecchi’ (parola che, tra l’altro, non mi piace). Solitamente sono i giovani a dover essere ‘attesi’, invece stanno dando quella spensieratezza che serve! Io comunque, tutti i giorni, vedo lavorare bene i ragazzi. Serve solo la sterzata”.

“Dobbiamo saper soffrire in determinati momenti, magari in casa patiamo la pressione di dover vincere la partita. Sì, non stiamo facendo ciò che dovremmo, ma è pur vero che non ci gira neanche bene! Il calcio è fatto di episodi, basti pensare il rigore fallito da Iemmello, il quale è il primo a battersi per fare in modo che tutti possano superare il momento“, specifica Polito, secondo il quale la squadra ha provato in tutti i modi a recuperare la gara contro il Padova e, tra l’altro – a suo dire – ha fornito buone risposte anche fuori casa.

“Questo tipo di calcio, che mira al bel gioco, porta inconsciamente ad essere ‘più leggeri’, ma si può tranquillamente lavorare per assimilare questa propensione – ripete -. Il calcio moderno è cambiato, basti vedere i ragazzi di oggi come crescono, a differenza del ‘calcio ignorante’ dei miei tempi. Per salvarsi serve il coltello tra i denti, viso a viso, badando al sodo, come piace del resto alla gente, che vuole una squadra che lotta! Come? Difendendo in blocco, sfruttando una palla sporca, o un calcio piazzato”.

Puntuale, dunque, l’appello ai tifosi: “I fischi a fine partita? Oggi posso solo ringraziare la nostra gente, la curva, anche per il bellissimo striscione di incoraggiamento verso i calciatori, alcuni dei quali criticati – afferma -. Chiedo di mostrare ancor più compattezza, specie a coloro che rappresentano lo zoccolo duro, perché quando le cose vanno bene, sul carro salgono tutti! Io mi rivolgo in primis al nostro zoccolo duro, tra i tifosi”.

Polito, di riflesso, esalta le individualità che stanno conducendo la nave – su tutti Cisse, autentica sorpresa di questo Catanzaro – soffermandosi anche su quei giocatori fuori dal potenziale undici titolare, incluso chi non sta rispettando le aspettative, nonostante le oggettive qualità.

“In momenti difficoltà è facile puntare il dito sul singolo! Se usciamo, ne usciamo più forti”, dice, rivelando di non avere particolari rimpianti dal mercato, “se non Ghedjemis, ottimo esterno d’attacco, a lungo seguito”.

Sullo sfondo, arriverà il Palermo sabato, al “Ceravolo”. Non proprio un cliente facilissimo: “Secondo me è la squadra più forte del campionato, soprattutto nei singoli. Magari subentrerà qualcosa di diverso sul piano psicologico – sostiene con vigore -. Una bella partita da giocare, ma dobbiamo farlo tutti insieme, città e giocatori“.

“Nulla di tecnico-tattico, principalmente è di natura mentale il nostro problema, ora”, rivela.
“Aquilani è un ragazzo molto umile, equilibrato, che non resta irremovibile sulle proprie idee – conclude – ma è aperto al dialogo, al confronto”.

A telecamere spente, infine, Polito si congeda così: “Grazie a voi tutti, per questa bella chiacchierata”.









