Si torna al Poligiovino. Senza la frenesia della partita il Catanzaro rifletterà sul secondo tempo “consegnato” al Cesena e, soprattutto, penserà a prepararsi per l’appuntamento contro una delle due squadri più forti del torneo. Questo campionato sarà finito e noi altri – spettatori interessati, “ognuno col suo viaggio, ognuno diverso” – non saremo riusciti ad individuare la più forte tra Monza e Venezia, che tra l’altro si sono affrontate nell’ultimo turno e lo rifaranno con ogni probabilità l’anno prossimo, in A. Questione di virgole, di centesimi.
Senza tergiversare una considerazione è d’obbligo: contro i brianzoli, alla ripresa del campionato, l’US si vedrà “amputata” del proprio capitano oltre a Nuamah (due giornate per lui), i quali pagano le ingenuità e i relativi cartellini del “Manuzzi”. Insomma, un grattacapo ulteriore, a beneficio di un avversario che non ha certo “bisogno” che gli vengano infiocchettate delle agevolazioni visto l’armamentario di cui dispone (Azzi, Obiang, Pessina, Hernani, Cutrone, Petagna, Colombo e per carità fermiamoci qui).
Sarà strano presentarsi in campo senza Iemmello, che cederà la fascia a Brighenti, nel lunedì di Pasquetta: impensabile un undici privo dell’uomo più rappresentativo per carisma, gol e assist, il vero motore (e cervello) del gruppo di Alberto Aquilani. Un nodo intricato da sciogliere, a maggior ragione senza Nuamah il quale sarebbe stato il sostituto naturale del 9 catanzarese, al fianco di Liberali nel 3-4-2-1.
E c’è da chiedersi proprio questo, innanzitutto: Aquilani cambierà tatticamente volto oppure ricalcherà il sistema oramai canonico? Così fosse, chi affiancare all’azzurrino Liberali (ieri protagonista con l’Under 19 LEGGI QUI)? Ipotesi percorribile, mantenendo l’assetto, sarebbe inserire Di Francesco: poche le possibilità per incidere fin qui, causa infortuni, per l’esperto calciatore ex Palermo, il quale potrebbe trovar posto da trequartista e magari riprendere fiducia, essere tra i protagonisti di questo rush finale che condurrà ai playoff.
Per arrivarci, intanto, si dovrà scollinare la montagna Monza, primo grande promontorio in un aprile irto di ostacoli (le trasferte di Avellino e Castellammare, inframezzate dal recupero col Modena). Serve riepilogare i numeri della squadra allenata da Paolo Bianco? Il differenziale occasioni prodotte/gol realizzati?! L’essere la seconda miglior difesa della B dietro il Modena?
No, è superfluo sciorinare i dati di un team che sarebbe ai punti secondo col Frosinone, ma attualmente al terzo posto (a quota sessantacinque) e col fiato sul collo di un Palermo che non molla l’inseguimento.

Mister Bianco lasciava intravedere i punti in agenda fin dal post-partita contro i lagunari: lavorare sul ragionamento e sulla gestione, per evitare la malsana fretta nel costruire. In questi termini si sintetizzava il pensiero dell’allenatore foggiano.

Bianco che – ironia del caso, col senno del poi – arrivava alla gara d’andata quasi in bilico: quella vittoria contro il Catanzaro, ad ottobre, ha riacceso il campionato. Una cavalcata forsennata che si vorrà protrarre fino al ritorno in massima serie, presumibilmente insieme al Venezia.

“Giovanni è molto forte nei playoff! Spero salga ma attraverso i playoff“, ironizzava – ma non più di tanto – Bianco, riferendosi al collega e amico Stroppa, timoniere degli arancioneroverdi, definendolo come “una bella persona verso cui non provare invidia come spesso accade tra colleghi”.

Quanto a sé, diceva Bianco, lo scorso weekend: “L’allenatore del Monza è fortunato ad avere i giocatori più forti del campionato“. Sì, i più forti, poco da girarci intorno. Il Catanzaro lo sa, Aquilani lo sa.

L’auspicio, tuttavia, è che possa essere davvero un lunedì di “resurrezione” dopo la battuta d’arresto di Cesena.










