“Siete voi i più belli e ce la farete tutti…” – Il Corsivo

Antonini e Aquilani

Solo chi ha provato il brivido di un concerto di Vasco – e ci scuseranno se omettiamo il cognome, ma quel “Rossi” tende a generalizzare qualcosa di comune, che comune non è – può cogliere il turbinio di emozioni nella chiusura di “Albachiara”, pezzo con cui il rocker di Zocca si congeda dai suoi fans, dalla sua gente, a fine live.

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La canzone non è mica finita, le chitarre “gridano”, il pubblico piange. E Vasco va via, dà le spalle alla platea, ad un popolo orizzontale nella passione, più forte del divario anagrafico. “Non mi va di rassegnarmi all’idea che la festa è finita”, ammetterà un giorno uno dei più grandi artisti italiani di tutti i tempi, rivelando il motivo che lo porta ad abbandonare il proscenio e lasciare i musicisti per il gran finale.

Trinkenhaus

Ed è in quel momento che Vasco, un attimo prima di guadagnare il backstage e sparire tra luci ed effetti, si lascia andare ad un augurio che, puntuale, scuote i cuori: “Ricordatevi che siete voi i più belli e ce la farete tutti”. Il Catanzaro, i ragazzi di Alberto Aquilani sono i più belli. Lo abbiamo sempre saputo, lo abbiamo sempre visto, in un coro condiviso in quel tutt’uno divino tra calciatori e Curva Massimo Capraro, in ogni gol o assist di Iemmello, in tutte le sgroppate di Favasuli, nei miracoli di Pigliacelli o nella classe di Liberali.

Simmaco Gomme

Lo abbiamo sempre saputo, ma eravamo obiettivamente “di parte”; perlomeno questa era l’impressione. Con ieri, con una finale persa che ha consegnato, al contrario, una vittoria morale, il Catanzaro si è consacrato al grande pubblico, all’attenzione di chi ama il calcio e ha nuovamente un motivo di riappacificarsi col calcio italiano. Il Catanzaro dà speranza. Merito di Alberto Aquilani e, “in regia”, della proprietà Noto e del ds Ciro Polito.

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Il Catanzaro è tornato per riprendersi la storia ed è ciò che vorrà fare, perché una città intera (anzi, una cultura) aveva il bisogno quantomeno di accarezzare un sogno – il sogno – di capire che, sì, è possibile. Può succedere. 

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Nulla è svanito, magari è solo rimandato, con l’auspicio di trovare sempre il tecnico romano al timone, pensiero in relazione al quale sono stati già spesi fiumi d’inchiostro, al di là della nostra domanda nella sala stampa dell’U-Power, ieri notte, dopo lo 0-2 sul Monza, rivolgendoci al mister LEGGI QUI

Floriano Noto e Aquilani

Il nostro splendido presente, tutto ciò che siamo oggi, evidentemente è nato dalle ceneri della disfatta di Padova nel playoff del 2022. Sì, era Serie C, ma lo spartito è uguale: un popolo che vuole sognare, che avverte il momento magico. Allora cosa è nato? Cosa resta? Da cosa si riparte? 

Aquilani e i tifosi

Dalla consapevolezza di essere “i più belli”. Dal ricordarsi che possiamo farcela, tutti. Tra lacrime e brividi, perché la festa non è finita. Ciò che conta è che sia stata una splendida giornata. Lo canta Vasco, lo pensiamo tutti. 

Squadra

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