Non chiedete a Giovanni Stroppa di esporsi in voli pindarici o facili affermazioni. Del resto, senza l’atteggiamento pacato e ligio al lavoro che lo distingue, evidentemente, l’esperto tecnico del Venezia non avrebbe ottenuto i successi (e le promozioni) che hanno fin qui costellato il suo percorso da allenatore.
Perciò, l’attuale secondo posto in classifica, con trentotto punti (a poche spanne dalla vetta, dove tutto è suscettibile di ribaltoni) non sancisce nulla per i lagunari, chiamati a tener testa al Catanzaro, domani pomeriggio, impegno nient’affatto scontato; soprattutto perché i giallorossi hanno venduto cara la pelle a Frosinone, la scorsa settimana, pur uscendo ingiustamente sconfitti.
Ecco, ko immeritato sul quale si è soffermato lo stesso Stroppa, alla vigilia del match del “Pier Luigi Penzo”, rendendo i meriti all’US, in particolare al lavoro del collega, Alberto Aquilani.
“Siamo in costante crescita, con l’ausilio dei risultati, quindi stiamo vivendo un buon momento. La squadra, però, ha sempre offerto prestazioni importanti, anche quando non vi era l’adeguato supporto dei risultati”, premette l’ex trainer di Monza e Foggia, nel presentare la partita, della quale non faranno parte l’ex Bjiarkason (fuori per un po’), il portiere Plizzari e lo squalificato Schingtienne.
Nel fare la propria analisi, Stroppa estende le considerazioni partendo proprio dal match dell’andata: il ko del “Ceravolo” ha innescato la risalita degli arancioneroverdi.

“All’andata abbiamo perso una partita che probabilmente non meritavamo di perdere – ribadisce, come fatto due mesi fa nel postpartita -. Anche il Catanzaro oggi è un’altra squadra, cresciuta tantissimo, quindi mi complimento con Aquilani per il lavoro che ha svolto“, dice, sportivamente.

“A Frosinone il Catanzaro non meritava assolutamente di perdere – aggiunge -, anzi, non avrebbe rubato nulla se avesse raccolto un risultato diverso”.

“Considero l’impegno di domani uno scontro diretto a tutti gli effetti, analizzando le ultime prestazioni nostre e loro”, annuncia Stroppa, dunque.









