Se avessimo dovuto “scommettere” un caffè su una partenza, poche settimane fa, lo avremmo speso sull’addio di Ciro Polito e non su Alberto Aquilani, stando a quanto trapelava. La sensazione era quella all’indomani della notte di Monza. E invece no.
E invece il Catanzaro si ritrova a cambiare allenatore per la terza estate consecutiva. Il direttore sportivo e l’US, quindi, trovano l’intesa, non senza punti da ridiscutere e di conseguenza rivisti. Polito rinnova fino al 30 giugno 2028 LEGGI QUI e rilancia il progetto Catanzaro insieme a Floriano Noto, con un bagaglio di propositi e aspettative, soprattutto da una piazza che ha fiutato la Serie A e ora, lecitamente, vuole abituarsi a certi standard.
Adesso c’è lo step più importante da compiere, insieme: la scelta dell’allenatore. Un profilo giovane, ambizioso, capace di valorizzare la linea verde e fare calcio propositivo. Insomma lo spartito è quello di sempre. Una volta individuato e annunciato il timoniere, occorrerà lanciarsi sul mercato, in primo luogo per “difendersi” dalle avances laddove possibile.
In caso contrario, allora “sediamoci a parlarne”: il Catanzaro vorrebbe anche trattenerli i propri gioielli, ma nessuno è incedibile – a parte il capitano, poiché Iemmello è il Catanzaro – soprattutto dopo una stagione meravigliosa. Difficile trovare qualcuno, nella rosa attuale, che non abbia attirato a sé l’attenzione degli addetti ai lavori, anche dalla Serie A.
E dinnanzi ad offerte cospicue non si può certo rifiutare in una sana ottica aziendale. Tra coloro che hanno mercato, inutile dire che in testa figurano Mattia Liberali e Costantino Favasuli (quest’ultimo premiato dal CR Calabria dopo l’esperienza in Nazionale maggiore LEGGI QUI).
Per entrambi – manco a dirlo – le sirene dal Sassuolo: l’ex Aquilani vorrebbe a sé quei due calciatori, “fratelli” minori, svezzati e lanciati in giallorosso nel corso di un indimenticabile cammino insieme. Non solo. Su Favasuli ci sarebbero anche gli occhi lusinghieri della Roma di Gasperini, calcolando che alla Fiorentina toccherebbe il concordato 50% di una eventuale rivendita, essendo la freccia delle Aquile è un prodotto della Primavera viola.


Tornando al “caso Liberali”, la clausola fissata a sei milioni (di cui si è appreso solo pochi giorni fa) è un messaggio lanciato alle pretendenti (Como e Bologna, ad esempio), sebbene proposte vere e proprie non siano state pervenute negli uffici di via Gioacchino da Fiore.

Prima l’allenatore, poi le conferme (e magari auspicati rinnovi, come quello di Pontisso) e il mercato: tassello dopo tassello, per completare il mosaico.












