Vederlo uscire claudicante dopo una manciata di minuti – e una punizione mandata fuori di poco – non lasciava presagire nulla di buono.
Eppure, dalle primissime sensazioni, sembrava che Alphadjo Cisse si fosse fermato quasi preventivamente, come per evitare l’aggravarsi del fastidio accusato durante Catanzaro-Reggiana. Come dire “appena in tempo”.
Ai microfoni nel post-partita, da par suo, Alberto Aquilani stesso parlava di elongazione dell’adduttore. E, in fondo, l’auspicio era questo perché, si fosse sintetizzato in questi termini l’infortunio, sarebbe stato catalogabile in una prognosi di poco tempo. Invece no, invece il fato avverso “si diverte”.
Impietosi i risultati degli accertamenti a cui si è sottoposto stamani il talento azzurrino, nonché prossimo sposo dell’AC Milan: lesione di secondo grado all’adduttore.
Brutta tegola per Catanzaro tutta. Tradotto in parole spicciole, non meno di un mese e mezzo di stop, nella migliore delle ipotesi. Non meno.
Piove sul bagnato per l’US, che deve fare i conti tra l’altro con il prolungarsi dell’infortunio di Filippo Pittarello, il quale mancherà anche allo stadio “Adriatico-Cornacchia”, domani sera, in occasione del turno infrasettimanale contro il Pescara, attuale fanalino di coda della Serie B.










