Matias Antonini ha saltato parte della settimana di lavoro per via di un versamento di sangue al polpaccio; il centrale di Porto Alegre, comunque, sia pur non al top, figura tra i convocati per Bolzano e, tra poco, difficilmente Giorgio Gorgone se ne priverà, nonostante tutto.
Ci sarebbe Postiglione, è vero, ma non sappiamo quanto il tecnico giallorosso voglia puntare su lui, potendo disporre del difensore brasiliano, sebbene acciaccato.
Quand’anche si dovesse optare per uno spostamento di Ruggero al centro del terzetto arretrato, Verrengia e Imperiale sono due mancini, quindi non a proprio agio sulla mattonella destra. A ciò si aggiunga la partenza di Bashi e l’infortunio di Frosinini.
Coperta corta in difesa, insomma, per il Catanzaro, di scena al “Druso”. Ad attendere i giallorossi, un Sudtirol che, per mano di Davide Possanzini ha cambiato “ideologia di gioco”, stando alle parole del tecnico marchigiano LEGGI QUI.
Dovrà fare “di necessità, virtù” mister Gorgone, per il quale si rende necessario “restare più attaccati al risultato nel momento in cui capita di subire un po’ l’avversario” LEGGI QUI.

Quel che conta, è che il Catanzaro riesca a “stappare” il suo campionato, a sbloccare il cammino (e sbloccarsi mentalmente), cancellando quell’antipatico “zero” dalla voce “punti”, alla terza di campionato.
In caso contrario, le tre partite fuori casa nelle prime tre, allora, si saranno dimostrate fatali per le Aquile. E il terreno perso, poi, è arduo da recuperare, in qualunque altro momento dell’anno.
Spinti da 419 sostenitori nel settore ospiti (e altri sparsi nelle gradinate di casa), i giallorossi si disporranno col 3-4-2-1, con Pigliacelli tra i pali; Ruggero, quindi Antonini e Verrengia dietro.
Sulle corsie ecco Candela e Dorval, mentre Mosti e Petriccione saranno in mediana. In avanti si ipotizza concretamente una chance dal 1′ per Pecorino, sostenuto da capitan Iemmello e Alesi.
Calcio d’inizio alle 15, arbitrerà Edoardo Manedo Mazzoni della sezione di Prato.











