Ci sono quelle parabole delineate dal calcio, che si innescano e non possono essere bloccate nella scia che disegnano.
E non si tratta – stavolta – di “dietrofront” dettato da scarsa professionalità ma di una decisione presa da chi esperienza, saggezza e signorilità ne ha da vendere e, non a caso, è una delle colonne portanti del Catanzaro Calcio, con cui ha riscritto la storia.
Nicolò Brighenti, stando a quanto è emerso nelle ultime ore, è in procinto di lasciare Catanzaro. Si dovrebbe congedare con un “arrivederci” l’esperto ministro della difesa giallorossa, sui Tre Colli da quattro anni e nel cuore della gente da quando ha versato il sangue – nel senso letterale – in quel Catanzaro-Picerno, del settembre 2022, sua prima apparizione a guida della difesa delle Aquile.
Parabole impossibili da fermare, quindi, specie quando vi sono di mezzo inderogabili motivi personali, nel merito dei quali non è cortese né educato addentrarsi oltremodo. Se è Brighenti ad assumere una simile decisione – sicuramente sofferta – un motivo serio e concreto ci dev’essere per forza.
Una decisione che lo ricondurrà vicino alla sua Bussolengo, in Veneto, per l’esattezza a Vicenza, club che ha festeggiato il ritorno in cadetteria dopo quattro stagioni in Lega Pro; motivo per il quale Brighenti potrebbe transitare dal “Nicola Ceravolo”, nella stagione che verrà, da avversario.
Avversario sì, nemico mai, soprattutto sull’avallo della volontà reciproca di ritrovarsi nel futuro prossimo in altre vesti: non con i tatuaggi in mostra, gli scarpini e la 23 sulle spalle, ma con la giacca e mansioni dirigenziali che – siamo sicuri – il (quasi) trentasettenne difensore assolverà con competenza e generosità.

Giorgio Gorgone – prossimo ad essere annunciato, con l’auspicio di sbrogliare la grottesca situazione di cui Turati è “regista” – non potrà disporre di un veterano, insieme al quale, tra l’altro, ha provato delle gioie indimenticabili a Frosinone, anni fa, quando era membro dello staff tecnico ciociaro.
Un punto in più in agenda per il direttore sportivo Ciro Polito, chiamato ad intervenire per colmare quest’altra zolla nello stesso reparto, già orfana di Cassandro tra quelli della “vecchia guardia” (affare risaputo, poiché di proprietà del Como) e per sistemare la quale non è detto che il giovane e talentuoso Fellipe Jack – ottima chiusura di stagione in giallorosso – tornerà con la formula del prestito, viste le proposte allettanti.

Ma la difesa non è il solo ambito nel quale l’US è chiamata a intervenire in questo avvio di mercato, con gli imminenti addii di Mattia Liberali e Costantino Favasuli, pronti a spiccare il volo versi altri lidi.

C’è da monitorare, in tal senso, la posizione di Simone Pontisso, forse allettato dall’ipotesi di rintracciare nuove sfide alla soglia dei trent’anni, dopo aver declinato le continue avances di club dal blasone non indifferente, soprattutto nella finestra di gennaio, come ammesso dallo stesso Polito (Benevento e Spezia su tutte).

Per un Nicolò (amato) che va via, un Nicolò che sta per arrivare: Postiglione è in predicato di atterrare in Calabria, conscio dell’opportunità di potersi ritagliare una certa centralità nella linea difensiva giallorossa, a maggior ragione a questo punto.

Sullo sfondo, il giovane Simone Ardizzone, attaccante esterno classe 2007, nonché elemento importantissimo della Primavera di Massimo Costantino, rientrerebbe nell’operazione che porterà appunto Postiglione dal Pineto.












