Non si è vinto, si è raccolto nuovamente un punto, ma dal sapore diverso. Quando si dice “bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno”: un pareggio prezioso quello ottenuto dal Catanzaro al “Romeo Menti” di Castellammare per una serie di motivazioni.
In primis, perché trova la sua congiunzione nel ko del Modena di qualche ora prima e per questo si allunga di un ulteriore metro sui Canarini, sesti; poi, perché l’US si presentava, in uno stadio notoriamente caldo e avverso, incerottato come non mai, privato dei propri cardini, su tutti il capitano.
Ciononostante si è vista un’altra dimostrazione di resilienza, più forte del modulo o di ogni giocata individuale: una squadra che non molla, di cui essere orgogliosi, sintetizzando il pensiero di Alberto Aquilani (LEGGI QUI).
Infine – elemento preminente – perché stavolta la partita è stata riacciuffata nel finale e non cestinata, a differenza delle precedenti “tre mazzate”, per citare lo stesso allenatore, in sala stampa.
L’1-1 contro la Juve Stabia (che in resilienza, visto il momento delicato che vive il club, ne è maestra) restituisce una certezza: il Turno Preliminare playoff, il prossimo 12 maggio, si giocherà in casa, potendo beneficiare di due risultati su tre, proprio come nelle due partecipazioni dell’US (LE DATE DEI PLAYOFF).
Una volta sotto il Catanzaro regge gli urti, reagisce, sfiora più volte il gol e potrebbe anche segnarne più d’uno nel computo generale e tutto ciò trascinato da un Pittarello che fa da leader in campo, sgomitando e “proteggendo” i compagni.

Tuttavia, nell’economia delle occasioni non si può non tener conto della paratona salva risultato di Pigliacelli nel recupero, che ha evitato la quarta beffa consecutiva.

Di beffa ha parlato Ignazio Abate che, al contempo (LEGGI QUI), ha riconosciuto l’onore delle armi all’amico Alberto, sottolineando proprio quei numeri che protendevano per l’avversario.

Alla fine entrambi sono della stessa versione: pareggio giusto, a prova, tra l’altro, dell’onestà intellettuale e dell’umiltà del tecnico degli stabiesi, il quale ha fornito una lettura del match fedele alla realtà a differenza di alcuni colleghi – in teoria “più esperti” – che hanno affrontato il Catanzaro, in precedenza.

Gli spunti che accompagnano la settimana che condurrà al match di mezzogiorno con lo Spezia, riconducono verso due nomi: Di Francesco e Oudin. Buon impatto per entrambi, con il francese che vede rilanciate le sue quotazioni per questo ultimo scorcio di torneo, dopo ben cinque mesi, data la necessità.

La necessità potrebbe protrarsi qualche altro giorno poiché, quasi blindato il quinto posto, non occorre avere frenesia nell’accelerare il rientro di Favasuli e Iemmello: è prioritario che recuperino senza forzare, scongiurando il rischio di ricadute per i rispettivi infortuni muscolari. Verosimile che servano due settimane prima di rivederli in campo.

Perché al playoff occorre presentarsi al completo, carichi, gagliardi e freschi.










