“Per ottenere dei risultati a fine stagione, bisogna essere un blocco unico, andare tutti verso un’unica direzione”. Parole di Massimiliano Allegri – non uno qualunque – presentato stamani per la sua seconda “vita” da allenatore del Milan.
Dichiarazioni sciorinate a iosa, da qualsiasi addetto ai lavori, ma sulle quali atterra il modus operandi di chi fa mercato, di chi in questo momento sta “ristrutturando” senza rivoluzionare, anche badando saggiamente a ciascun euro.
Ed è quello che sta facendo il Catanzaro Calcio in queste prime battute della sessione estiva, dando priorità alla linea verde.
Il patron, Floriano Noto, era stato chiaro e inequivocabile, nel giorno della presentazione di Alberto Aquilani: per andare avanti, specie in un torneo lungo e dispendioso (sul piano economico) come la Serie B, occorre realizzare delle plusvalenze.
Monetizzare dalla vendita dei cavalli di razza per dare respiro alle casse e reinvestire. L’elemento migliore della scuderia di via Gioacchino da Fiore – si sa – è Federico Bonini, il quale saluterà i Tre Colli dopo una straordinaria stagione da “goleador difensivo”, per una cifra che oscillerà tra i tre milioni e i tre milioni e mezzo.

Mentre si proverà a trattenere Matias Antonini (e rilanciarlo), cercando un punto di incontro con quella che sarà la sua volontà, qualcosa si ricaverà anche dalla partenza di Tommaso Biasci, in predicato di congedarsi da Catanzaro dopo un bellissimo percorso di gol e vittorie durato circa quattro stagioni: l’attaccante di San Giuliano Terme sente di aver concluso un ciclo ed è in cerca di nuovi stimoli, sempre in cadetteria, scollinati i trent’anni. Giusto cambiare.

Priorità ai giovani, allora, per riempire la caselle “Under” e poi spostare il radar su calciatori “non di primo pelo”, che dovranno coniugare esperienza e qualità, partendo da un presupposto tattico: la cerniera difensiva vedrà quattro elementi (ci si disponga con un 4-4-2 o 4-3-3, a seconda dal disegno di mister Aquilani), ragion per cui necessiteranno dei terzini duttili, ideali a svolgere le due fasi.

Assodati gli innesti del portiere Marietta, di Frosinini e Alesi, una ventata d’aria fresca verrà conferita dagli arrivi di Sayha Seha, liberatosi dall’Olympique Marsiglia 2, di cui si era parlato nei mesi scorsi (tra i gioielli del portfolio di Diomansy Kamara, che Catanzaro la conosce bene), deus ex machina dell’operazione.

Originario del Madagascar ma nato in Francia, Seha è in grado di offrire estro e propulsione sugli esterni, con l’attitudine nel saltare l’uomo. Vent’anni compiuti pochi giorni fa, il ragazzo si legherà all’US a titolo definitivo.

Ha avuto modo di calcare il manto erboso del “Nicola Ceravolo” con la Nazionale Under 19 lo scorso marzo, Fabio Rispoli, in occasione degli impegni per l’Elite Round di Qualificazione all’Europeo, partendo titolare contro la Spagna: parentesi calabrese andata male per gli azzurrini del ct Bollini.

Centrocampista centrale di proprietà del Como, Rispoli è reduce dalla buona esperienza in prestito alla Virtus Verona, in Serie C, e gode anche della stima di Cesc Fabregas. Avendolo allenato in Primavera, l’ex campione del Barcellona – tecnico e azionista dei lariani – non molto tempo fa diceva di lui: “Ha un talento enorme e tutte le carte in regola per giocare in B”.

Insomma, una vera “investitura regale” pronunciata da uno dei grandi Signori del calcio moderno: Catanzaro, quindi, l’occasione per svezzarsi ulteriormente, in prestito.

Così come avrà modo di indurire la propria scorza il promettente difensore centrale italo-albanese, Ervin Bashi. Alto ben 192 centimetri, nazionale Under 21 albanese, Bashi ha speso parole di congedo dalla Pro Patria, via social, oramai prossimo ad abbracciare l’US, anche lui a titolo definitivo.

Capitolo “Over”. La pista che conduce a Quagliata non è da considerarsi del tutto chiusa o arenata: se ne riparlerà in questa sessione, ma senza assilli. Già, senza frenesia, perché il Catanzaro dovrebbe aver individuato – indovinate un po’ – in Gianluca Di Chiara l’ideale inquilino della corsia sinistra.

La storia recente è fatta di ritorni, perciò non ci si sarebbe da stupirsi oltremodo se Di Chiara tornasse sul serio, stavolta, dopo esser stato accostato ai giallorossi più e più volte, complice i legami affettivi che lo portano qui, spessissimo.

E chissà quanto potrà incidere la presenza dei vecchi compagni di squadra ai tempi del Foggia, Iemmello e Agnelli, quest’ultimo tornato come “secondo” di Aquilani.

Svincolato dopo il poco esaltante periodo a Frosinone, non ci sarebbe alcun braccio di ferro tra club, ma solo una trattativa con l’entourage di Di Chiara, in giallorosso sotto la gestione Cosentino, dal gennaio 2014 per poi andar via nella finestra invernale della stagione seguente.

Un’esperienza durante la quale non sono mancati i mugugni e che qualcosa ha lasciato in sospeso. Innanzitutto, il desiderio di scrivere una pagina nuova, all’US Catanzaro, alla soglia dei trentadue anni.

E ciò potrebbe essere più forte di qualunque clausola contrattuale o di un ingaggio che, Di Chiara, sarebbe disposto a ridurre.

Con o senza Di Chiara, a prescindere da quelli che saranno gli altri volti nuovi, la truppa di Aquilani giovedì si radunerà nel quartiere marinaro per poi partire, martedì 15, alla volta del Trentino, dando il via di fatto al ritiro pre-campionato.









